Gruppo pace, cooperazione, immigrazione
gPace cooperazione immigrazione February 16th, 2008I temi della pace, dei rapporti nord-sud del mondo e della gestione dei fenomeni migratori non sono temi marginali dell’agenda politica, ma, al contrario, sono temi che debbono rivestire una centralità nell’agire politico della sinistra arcobaleno.
La pace non è una parola di vago significato, adattabile ad ogni uso, ma va intesa innanzitutto come ridefinizione degli strumenti e dei metodi della politica internazionale dell’Italia all’interno dell’Unione Europea e del sistema delle nazioni unite. La pace è il presupposto della democrazia e come tale deve essere sempre il punto di riferimento della cultura e della politica della sinistra.
L’immigrazione non è insofferente più o meno insofferente della presenza di manodopera straniera ritenuta necessaria al mercato del lavoro, ma capacità di realizzare politiche di inclusione sociale di nuovi cittadini e cittadine e di convivenza tra molte lingue, culture, religioni non storicamente presenti nel territorio italiano e regionale. Le migrazioni fanno parte ineliminabile del processo di globalizzazione economica, sociale e culturale che attraversa il globo e che come tale non possono essere evitate o fermate. L’immigrazione spesso crea allarme, paura ed inquietudine perché il fenomeno è così potente, incisivo e rapido da intaccare la stessa costruzione socio-culturale dell’identità della comunità locale. Di fronte al rischio di rinchiudersi in una identità chiusa, sterile ed ostile, generatrice di violenza, v’è la necessità di coltivare un’identità aperta, ovvero un’identità socio-culturale che non è data una volta per tutte ma che è in continuo divenire, capace di accogliere le differenze culturali, linguistiche, religiose portate dall’immigrazione.
La cooperazione non è carità nei confronti dei poveri del sud del mondo, ma nasce da una riflessione critica su quello squilibrio crescente di potere nel rapporto tra nord e sud del mondo che è alla base delle drammatiche condizioni di povertà di gran parte dell’umanità. Come i fenomeni migratori non riguardano solo coloro che migrano, ma tutti, italiani e stranieri, l’urgenza di una nuova cooperazione nord-sud richiede una modifica in profondità delle regole dell’economia mondiale, della gestione delle risorse naturali, della gestione dei beni comuni e della circolazione della conoscenza. Una nuova cooperazione richiede la modifica stessa della attuale nozione di sviluppo focalizzata esclusivamente sulla crescita del prodotto interno lordo.
Si individuano le seguenti priorità nelle politiche nazionali e regionali
Pace e non-violenza
A livello delle politiche nazionali la Sinistra Arcobaleno dovrebbe porsi l’obiettivo di giungere, nel corso della prossima legislatura all’emanazione di una legge quadro che dia attuazione alla nozione di ripudio della guerra di cui all’art. 11 della Costituzione. E’ infatti necessario ed urgente che:
Le relazioni diplomatiche dell’Italia siano fortemente orientate al perseguimento di politiche di pace, di riduzione degli armamenti, di sostegno alla nascita di una politica estera della UE che ponga al centro delle proprie relazioni internazionali il sostegno ai processi di pacificazione, di democratizzazione, il rispetto dei diritti umani e la tutela delle minoranze etniche, linguistiche e culturali
Vengano definite le forme e le condizioni vincolanti per la partecipazione a missioni internazionali di pace, specie laddove esse richiedono il possibile utilizzo di forze militari.
A livello locale del FVG, pur riconoscendo che nella legislatura uscente è stato avviato un importante percorso finalizzato a dotare la regione di una nuova legge sulla pace e sulla non-violenza, va evidenziato con preoccupazione che troppo poco è stato fatto in questa direzione e che le scelte politiche regionali in materia di politiche di pace sono state deboli e contraddittorie, specie per ciò che riguarda la base militare di Aviano nonché l’utilizzo del territorio regionale per il transito e lo stoccaggio di armi atomiche e di distruzione di massa.
Azione prioritaria della nuova legislatura deve essere l’approvazione di una legge sulla cultura della pace che persegua i seguenti obiettivi:
Fornisca spazio e sostegno alle iniziative culturali, sociali e di promozione della cultura della pace
Sostenga la nascita di corpi civili di pace
Persegua, nell’ambito delle competenze regionali, l’obiettivo della riduzione delle presenze militari nel territorio regionale
Orienti la politica della regione alla promozione della pace e della non-violenza
Immigrazione
La forma dell’identità chiusa che ha ispirato tanta parte degli atteggiamenti verso l’immigrazione ha trovato in Italia una trasposizione giuridica in una normativa vigente tutta costruita sulla concezione della necessità di un diritto speciale per gli stranieri. Gli aspetti più visibili di scelte politiche finalizzate a riprodurre l’esclusione invece che a favorire processi di inclusione sociale sono rappresentati dalla sorprendente escalation delle sanzioni amministrative e penali con la collegata l’istituzione dei cosiddetti centri di detenzione amministrativa per gli stranieri irregolari e la precarietà continua del soggiorno regolare, con la conseguente difficoltà per il cittadino straniero di stabilizzare la propria situazione di vita. Il diritto dell’immigrazione come complesso di norme centrato sul controllo e sulla gestione di una presunta eterna “emergenza” potrebbe finalmente evolvere verso un diritto alla convivenza nella diversità innovando l’intera riflessione pubblica su tali temi. Ciò richiede l’elaborazione politica e culturale di un pensiero nuovo basato sul riconoscimento paritario delle diverse identità culturali ponendo come unico limite invalicabile la tutela dei diritti umani della persona.
Sul piano delle politiche nazionali la Regione FVG deve adoperarsi in tutte le sedi affinché venga abrogata la legge bossi-fini, che ha prodotto enormi danni alla società italiana, e sulla materia intervenga una “rivoluzione copernicana” imperniata sui seguenti principi:
Ampliamento e razionalizzazione dei canali di ingresso legale in Italia degli stranieri al fine di combattere efficacemente la clandestinità oggi condizione diffusa in quanto diretta conseguenza dell’assenza o impraticabilità di vie di ingresso regolari
Stabilizzazione dei diritti dei cittadini stranieri
Riforma della legge di cittadinanza ed accesso al diritto di voto amministrativo
Rilancio delle politiche pubbliche dell’inclusione sociale dei cittadini stranieri
Sul piano delle politiche locali va consolidato l’importante percorso realizzato con la L.R.5 sull’accoglienza e l’integrazioni sociale dei cittadini stranieri, puntando principalmente a:
Dare certezza e stabilità ai servizi di informazione, assistenza e tutela rivolti agli stranieri da parte dei comuni e delle province, attraverso una programmazione integrata, oggi ancora debole, con i servizi del territorio
Potenziare gli interventi di contrasto alla discriminazione diretta ed indiretta
La futura amministrazione regionale dovrà porsi con maggiore forza rispetto al passato l’obiettivo della chiusura del CPT di Gradisca (anche relativamente all’attiguo centro per i richiedenti asilo), che costituisce un inaccettabile corpo estraneo nel territorio regionale.
Cooperazione
Le politiche italiane di cooperazione nord/sud abbisognano da molto tempo di una profonda innovazione finalizzata sia ad aumentare le risorse disponibili sia a modificare la logica di molti interventi; i progetti di cooperazione debbono essere infatti finalizzati ad innescare meccanismi di auto-sviluppo sociale, economico e culturale che rispondano alle effettive esigenze delle popolazioni interessate.
Sul piano della politica regionale nel corso della vecchia legislatura sono avvenuti fatti nuovi rilevanti sia perché le risorse a disposizione sono aumentate, sia soprattutto perché è stato dato avvio ad un percorso di tipo partecipativo attraverso la costituzione di tavoli di programmazione tra tutti i soggetti pubblici e privati interessati. In questo quadro di particolare significato è stata la decisione di sostenere percorsi che permettano ai cittadini stranieri che vivono in FVG di divenire attori diretti di programmi di cooperazione.
Tuttavia il percorso è ancora ai suoi inizi e va fatto un investimento, anche in termini di strutture e servizi, affinché possa consolidarsi.
Gli obiettivi principali da perseguire nella prossima legislatura sono:
Raggiungere nel corso della legislatura la quota dell’1% dei fondi del bilancio regionale destinati alla cooperazione
Distinguere con maggiore chiarezza la cooperazione internazionale allo sviluppo dalle relazioni internazionali della Regione
Prevedere l’inserimento nei curricula scolastici di programmi di educazione alla mondialità
Potenziare gli interventi di cooperazione che abbiano come proprio fine lo scambio di conoscenze scientifiche e la formazione di competenze necessarie ad avviare in loco processi di auto-sviluppo, anche valorizzando maggiormente gli enti e gli istituti di ricerca presenti in regione

March 10th, 2008 at 6:40 pm
Premetto che le tematiche cui ha fatto riferimento questo gruppo sono fortemente vincolate dalla politica nazionale.
PACE
D’accordo su tutto, ma attenzione! Una politica della pace non deve escudere la mentalità della difesa. La sinistra deve evitare e contrastare politiche di violenza e di aggressione ma non può abbassare la testa di fronte alle aggressioni e alle violenze atrui nei propri confronti. Oltre alla tradizionale difesa della Patria, esiste la difesa della libertà e dei diritti, specie quelli in tutela delle classi sociali più deboli. In casi estremi bisogna essere pronti a difendersi, anche fisicamente, anche con le armi. Le esperienze della rivoluzione d’ottobre e della guerra di liberazione devono essere costitutive della nostra mentalità, ormai troppo inquinata dal cristianesimo e la sua cultura di porgere l’altra guancia.
IMMIGRAZIONE
Si tratta di un evento drammatico, creato dal capitalismo sforzato, che incide negativamente sugli affetti e sulle radici culturali di molti migranti, che abbandonano le loro terre d’origine per avere in tasca qualche banconota in più. Accando a ciò non si pò prescindere dal disagio crescente che molti europei autoctoni nutrono nei confronti degli immigrati.
Ciò per dire che il fenomeno non va innanzitutto incentivato e per quel che risulta inevitabile deve essere gestito con cura. In particolare il migrante deve essere dotato di lavoro, casa, competenze linguistiche minime, comprensione della cultura del paese ospitante, laicità. La mancanza di una sola di queste doti può portare a conseguenze drammatiche. Nel momento in cui decidiamo di dare ospitalità è anche nostro dovere garantire tali doti. Un immigrato sotto i ponti in balia della malavita organizzata è difatti non solo inutile alla società che lo ospita ma anche a se stesso, stesso dicasi per una donna infibulata.
COOPERAZIONE
Ciò che di meglio può fare il FVG è oggi perseguire con convinzione la nascità e lo sviluppo dell’Euroregione AlpeAdria. La sinistra non ha ben messo in risalto una vittoria che le appartiene, ovvero l’abbattimento di quei confini contro i quali abbiamo lottato molti anni. L’Euroregione dà pari dignità di cittadinanza a italiani, tedeschi, sloveni, croati senza prevaricazioni e nazionalismi; permette di sviluppare una rete di servizi forti ed efficienti, anche grazie alla maggiore coscienza sociale mitteleuropea. Viene a trovarsi in un’area di contatto tra le sfere d’influenza economica italiana e tedesca, che oggi non fanno sistema e marginalizzano in particolare il FVG. Aiutiamo Illy in un grande progetto di sinistra!