Tematiche eticamente sensibili
Uncategorized, interventi April 1st, 2008Da Tiziano Sguazzero (Candidato SA al Comune di Udine):
TIZIANO SGUAZZERO, docente di Storia e filosofia presso il Liceo classico “J. Stellini” di Udine. Ha orientato la propria attività di ricerca nell’ambito della storia contemporanea e, successivamente, in quelli dell’etica filosofica, dell’etica biomedica e dell’etica ambientale. Ha promosso numerosi corsi di formazione sui temi più rilevanti del dibattito bioetico e pubblicato diversi contributi su «Edizione», rivista della Sezione Friuli Venezia Giulia della Società filosofica italiana, e su «Bioetica», rivista della Consulta di Bioetica. Ha curato e steso le introduzioni al volume «L’uomo e le malattie nella società del rischio”, di prossima pubblicazione per la casa editrice “Vicolo del Pavone”.
La Sinistra l’Arcobaleno, una sinistra che unisce non solo sul terreno dei bisogni materiali ma anche su quello dei valori della laicità, del pluralismo e della tolleranza.
I temi dei diritti civili e le questioni che si è soliti definire eticamente sensibili sono passati in secondo piano in una campagna elettorale dominata, per motivi più che comprensibili, dalle questioni economiche e sociali: insicurezza e mancanza di adeguate forme di protezione sociale dei lavoratori precari, livelli scandalosamente bassi delle retribuzioni e dei trattamenti pensionistici, scelte dolorose per la compagnia di bandiera sull’orlo del fallimento.
La campagna elettorale dell’aprile 2008 rischia di essere - sia per l’attenzione dei media focalizzata soltanto sulle prese di posizione dei candidati premier sia per il fatto che vengono affrontate fondamentalmente solo le questioni relative alla condizione materiale dei cittadini – una campagna in cui le opzioni pluralistiche sui valori e i diritti vengono oscurate, non consentendo di capire quale potranno essere nel prossimo Parlamento le scelte dei partiti politici su problemi rilevanti come l’aborto, il divorzio, le procreazioni medicalmente assistite, le direttive anticipate di trattamento o testamento biologico, il riconoscimento delle coppie di fatto, la natura dei limiti da porre alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, la laicità dello Stato.
Il Partito democratico evita accuratamente di intervenire su queste questioni, troppo importanti e delicate – si afferma con una buona dose di ipocrisia – per essere affrontate in una compagna elettorale. Ed evitano di intervenire (o vengono tacitati) gli esponenti dei “radicali italiani” ospitati nelle liste del PD e lo stesso prof. Umberto Veronesi, capolista al Senato per il PD in Lombardia, che ha condotto battaglie incisive per il riconoscimento del diritto della persona umana all’autodeterminazione per quanto concerne l’accettazione o il rifiuto delle cure nella fase conclusiva della propria esistenza.
Le competizioni elettorali non sono fatte soltanto per fare promesse di benessere e crescita sul piano economico (forse incaute, certamente tardive), ma anche per mostrare quale sia il profilo che le forze politiche intendono pubblicamente assumere sui principali problemi della società complessa in cui viviamo. Il cittadino ritengo debba attribuire maggiore importanza alla caratterizzazione delle forze politiche piuttosto che ad astratti punti programmatici che si prestano ad essere piegati (reinterpretati) a seconda delle circostanze senza che gli elettori possano – con gli strumenti di cui dispongono – fare molto per orientare le scelte dei gruppi parlamentari.
La Sinistra l’Arcobaleno sarà certamente in Parlamento un saldo presidio per la laicità dello Stato, non solo per averla definita nel proprio programma “un bene non negoziabile” e per il fatto di ritenere che le libertà individuali e collettive possono crescere solo in uno Stato laico, ma anche e soprattutto per aver sostenuto nelle passate legislature iniziative coraggiose sul piano legislativo, referendario e dell’orientamento dell’opinione pubblica tese a modificare la pessima legge n. 40 sulla procreazione medicalmente assistita, a introdurre anche in Italia le direttive anticipate di trattamento, a dare pubblico riconoscimento alle forme di convivenza diverse dal matrimonio, a introdurre nel nostro ordinamento norme che perseguano tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale.
Queste giuste battaglie di civiltà per l’affermazione dei diritti del soggetto sul proprio corpo sano e malato (anche per il diritto di morire con dignità senza indebite forme di somministrazione di cure che il soggetto rifiuta o che preventivamente ha dichiarato di non volere) sono obiettivi che senza difficoltà possiamo definire “liberali” e che una “Sinistra delle libertà individuali e collettive” è chiamata a difendere con grande determinazione nel momento in cui le forze che si autodefiniscono tali (senza esserlo) propendono per soluzioni normative che non riconoscono la pluralità dei modelli etici presenti nella nostra società e spesso indulgono, per puro calcolo elettorale, a derive di tipo clericale. La Sinistra guarda con simpatia al riconoscimento del principio di autodeterminazione del paziente nel nuovo Codice di deontologia medica del dicembre 2006 e al documento approvato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici in tema di contraccezione, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza e assistenza ai nati prematuri nel febbraio scorso. In esso si sostiene che non va ostacolato con limitazioni pretestuose il diritto della donna a fruire del “contraccettivo d’emergenza”, della cosiddetta pillola del giorno dopo, per prevenire gravidanze indesiderate e un probabile successivo ricorso all’aborto. Viene inoltre espresso nel documento un giudizio negativo sui vincoli previsti dalle linee guida della legge 40/2004 alle diagnosi preimpianto sull’embrione, anche nel caso in cui la coppia sia portatrice di malattie ereditarie, e sull’obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti (fino a tre), anche degli embrioni malati, unito alla sola possibilità di rinunciare alla prosecuzione della gravidanza, nel caso in cui venga accertato dopo l’impianto quello che si sarebbe potuto verificare prima. Del resto una recente sentenza del Tribunale di Cagliari ha riconosciuto a una coppia portatrice di beta-talassemia il diritto di conoscere preventivamente la natura sana o malata dell’embrione prima dell’impianto.
Alla natura astrattamente ideologica delle leggi volute dal centro-destra nella XIV legislatura va sostituita – come suggerisce lo stesso Ordine dei Medici – una visione più equilibrata che tenga conto di tutti gli interessi e dei valori coinvolti nelle pratiche mediche, in particolare del principio di autodeterminazione del cittadino fondato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e su una informazione puntuale, completa e tempestiva relativa a tutte le opzioni terapeutiche, che talora non possono andare oltre il nobile scopo di alleviare la sofferenza dei malati per i quali non vi è speranza di guarigione. Non possiamo non ricordare i casi di Piergiorgio Welby e di Luca Concioni, che stanno a testimoniare l’esistenza di situazioni nelle quali il paziente si sente “prigionerio” del proprio corpo e non vuole che la moderna medicina si adoperi per prolungare quella che, dal punto di vista psicologico, gli appare un’agonia protratta oltre misura. In questi casi meritano di essere prese in considerazione le richieste del paziente di esaudire la sua volontà di non impedire la inevitabile progressione dell’organismo verso la morte. Il quadro normativo italiano è drammaticamente in ritardo rispetto a quello di altri Paesi europei, ad esempio rispetto alla legge francese sui diritti del malato e la fine della vita, approvata nel 2005, e vista con favore dallo stesso cardinale Carlo Maria Martini. Essa prevede la possibilità per il paziente che si trova nella fase terminale di una patologia grave e incurabile di richiedere la sospensione o la limitazione di qualsiasi trattamento e contempla inoltre la possibilità di redigere direttive anticipate di trattamento, di cui il medico deve tener conto per ogni decisione d’indagine, intervento, trattamento.
La nuova sfida per la laicità in società nelle quali gli individui si sentono sempre più insicuri di fronte all’ampio spettro d’applicazione delle biotecnologie, potrà essere vinta soltanto se l’etica pubblica non si confonde con le singole moralità private e soltanto se ciascun uomo e ciascuna donna saprà esprimere autonome valutazioni morali fondate su argomentazioni razionali e sui risultati (sempre soggetti a revisioni, mai assunti dogmaticamente) a cui è pervenuto il pensiero scientifico e, al tempo stesso, si impegnerà a costruire un ethos comune, anche con coloro che hanno diverse concezioni antropologiche.
Accanto ai diritti negativi “liberali” – diritti che richiedono che non vengano invase dagli altri determinate aree o sfere di autonomia di ciascun soggetto – la Sinistra è impegnata a difendere, con altrettanta determinazione, i diritti positivi “sociali”, che chiamano in causa l’intervento del potere pubblico nella sanità, considerando come irrinunciabile il principio di effettiva eguaglianza di accesso ad appropriate cure della salute. Va superato il paradigma convenzionale che considera la malattia soltanto come conseguenza degli agenti patogeni o di predisposizioni genetiche e vanno tenuti in massima considerazione i “determinanti sociali” della salute. Bisogna agire su di essi per prevenire disturbi e malattie, distribuire nel modo più equo possibile le risorse a favore della prevenzione delle malattie e della medicina curativa e mettere in grado i malati di saper gestire le terapie e le cure.
Tiziano Sguazzero

April 2nd, 2008 at 9:28 pm
Leggendo il calendario delle iniziative quì sopra è palese che
1. non si tratta di iniziative di Sinistra Arcobaleno, ma di un solo partito “a vocazione maggioritaria” che si nasconde dietro il paravento della S.A.;
2. che tale partito viola palesemente le regole di pari dignità dei candidati nelle teste di lista che pure S.A. si era data.
Il risultato elettorale forse premierà tali comportamenti sleali, ma sarà la morte certa di ogni speranza di unità a sinistra.
April 3rd, 2008 at 5:08 am
Sono l’admin: IO PUBBLICO TUTTI I CONTRIBUTI CHE MI VENGONO INVIATI. NON CAPISCO COSA SIA PALESE E CHI SIA IL PARTITO CHE VIOLA LE REGOLE DELLA PARI DIGNITA’. MICA SIAMO ALLA RAI!
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