Che dire?

Uncategorized April 15th, 2008

Prevengo critiche e mugugni come quello di Francesca che si lamenta perche’ dal 12 (!) Aprile (!) (mica dal 12 Febbraio) in questo sito non si scrive niente, pensando forse che questo sito sia gestito da robots e informo che causa lavoro (si’ i robots lavorano per guadagnarsi il pane) saro’ assente fino a domenica. Per cui non garantisco che sarranno pubblicati commenti e men che meno posts. Non e’ una fuga strategica: lavoro nel settore del mobile e saro’ a una fiera a Milano. So che non ve ne frega niente ma e’ per prevenire appunto astiosi attacchi e stupidi commenti. Non ho altro da dire se non pubblicare un commento al voto di Gianni Zagato.

Una sola vittoria, due diverse sconfitte.

La sorpresa è forte, dura. Crea sgomento, incredulità. Il ragionamento politico, quello che affronta il nodo dell’analisi di una sconfitta elettorale netta, per un momento viene dopo. Prima di tutto c’è il sentimento comune di tante donne e uomini che si pongono una domanda: e ora cosa sarà? Non è una domanda qualunque e non c’è una risposta immediata. E’ la prima volta, nella storia politica repubblicana, che la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare, né alla Camera né al Senato. C’è qualcosa di drammatico, di unico nel panorama europeo. Nessuno in questo modo l’aveva previsto, noi stessi non l’avevamo messo nel più negativo dei conti. La politica si intreccia con qualcosa che va oltre i suoi confini, qualcosa che riguarda ciò che comunemente chiamiamo vita. La vita di quelle persone che pensano la politica, sempre, come razionalità e passione insieme, costruzione di relazioni e di conflitti e compromessi, tempo speso per dare senso a un’idea, rendere concreto un progetto comune. Vita e politica, a sinistra, sono sempre state molto vicine, intrecciate. Per questo la domanda – ora cosa sarà – va nel profondo di ognuno di noi. E ci costringerà a ragionare a lungo per giungere ad una risposta. Oggi siamo davanti ad alcuni fatti inequivocabili e come tali vanno detti e studiati. Tre su tutti. La netta vittoria di Berlusconi e della destra, la sorpresa delle dimensioni della nostra sconfitta elettorale, il cumulo di errori politici in soli sei mesi della guida veltroniana del partito democratico.
La vittoria della destra smentisce l’idea, da tutti ritenuta possibile, di un pareggio e dunque di uno stallo, al Senato. La maggioranza di Berlusconi è ampia alla Camera e superiore alle previsioni al Senato. Certo, determinante è il dato della Lega, ritornata al consenso dei suoi primordi. E bisognerà scoprire che ne è di Alleanza nazionale. Ma se il patto tra loro tiene, dispongono di una maggioranza per governare altri cinque anni. Forse neppure Berlusconi, almeno annusando alcune preoccupazioni che venivano da lì negli ultimi giorni di campagna elettorale, sperava tanto. Se reggeranno, non inciampando in nuove divisioni, governeranno con la filosofia del libro di Tremonti in testa alle classifiche di vendita. Critica di fondo all’idea di globalizzazione e per ricetta il protezionismo di fine ottocento.
Noi siamo di fronte ad una sconfitta che mai si è conosciuta in queste dimensioni. Le ragioni vanno prima di tutto cercate dentro di noi e non sono circoscrivibili tutte e solo nel volgere breve di questa campagna elettorale. C’è un filo lungo che riguarda il nodo tra la sinistra e la società nell’arco di questi ultimi decenni, in tutta Europa e particolarmente in Italia. Riguarda la politica, la cultura, l’organizzazione del campo storico della sinistra. C’è poi, acuto, il senso di un’esperienza di governo nata tra forti aspettative e rivelatasi troppo presto priva di una missione capace di indicare una sfida alta al declino che il paese attraversa. Infine, il precipitare di una crisi che toglie tempo e spazio alla messa in atto di un processo unitario. Lo stesso queste ragioni, solo accennate, risultano ancora insufficienti a dare conto di una dimensione della sconfitta fino a oggi inimmaginabile. Ora per noi la domanda è netta e drammatica. Cosa si fa della sinistra di domani. Ci vorrà una diversa nozione del tempo, della semina, della costruzione di qualcosa di inedito. Ma costruire è ora drammaticamente ancor più necessario.
Resta lì, da solo, col suo inutile dato fermo al palo, chi ha cominciato proprio affermando l’orgoglio di correre da solo. Una scelta di puro egoismo politico. Tra la difficile ma necessaria strada di ricostruire un nuovo centrosinistra per il governo dell’Italia e l’orgoglio della propria presunta autosufficienza, si è scelta questa via oggi rivelatasi perdente e priva di alcun sbocco. Una manciata di voti in più della somma ds e margherita di due anni fa, al netto dell’apporto che pura qualcosa avrà pesato dei radicali. Tutto qui? Ne valeva la pena? Aprire un solco a sinistra, rifiutando a priori qualsiasi alleanza per il governo, ingenerare l’equivoco – oggi evidentissimo – del voto utile, rievocare l’umiliante e falso paragone con Nader, illudere sull’incollatura e ora trovarsi la destra otto-nove punti avanti. Si può essere bravi a comunicare, ma se si sbaglia nell’analisi politica il comportamento per quanto ben impostato dal punto di vista comunicativo risulta sterile. E sterile oggi è la politica dei democratici italiani. Grande la responsabilità politica che recano di un esito elettorale che consegna il governo alla destra. La loro corsa si è arrestata nel peggiore dei modi. Non meno di noi dovranno porsi domande profonde

16 Responses to “Che dire?”

  1. luciano bubbola Says:

    …più ‘Che Dire?’ dovreste iniziare a pensare al ‘Che fare?’,
    altrimenti continuerere a parlarVi addosso e la gente non solo non Vi voterà più, ma nemmeno Vi ascolterà più…
    Coraggio!
    Luciano Bubbola

  2. giovanna Says:

    Caro signor Bubbola, per adesso c’e’ il che dire? Poi ci sara’ il che fare? Ci lasci riprendere fiato.

  3. ciars Says:

    io all’assemblea di Palmanova ho sentito alcune vaccate notevoli; tipo Venier che si vantava della politica estera del governo Prodi (”i nostri cari ragazzi in Libano”); poi ho sentito Bertinotti difendere quella merda di Ferrara dopo la sacrosanta contestazione di Bologna; e adesso ci stupiamo? con le candidature decise dalle segreterie romane, tutti a dividersi le (presunte…) poltrone assicurate secondo criteri di fedeltà cieca al pelatino in cashmere e agli altri tre imbecilli (perchè, ad esempio, uno che vuole portare in Italia la mummia di Lenin, come lo definireste?-almeno LEGGILO prima di venerarlo….e non parliamo del pecorato…).
    e intanto fuori succedeva il disastro…da sinistra non vota più nessuno per sti scalzacani, da destra vanno a votare pd..e che vuoi dirgli?
    quando al governo non siete riusciti nè ad addomesticare i movimenti (do you remember Roma 9 giugno?) nè a proporre NULLA di innovativo per precari, migranti ecc, che DOVREBBERO essere la “classe” a cui DOVRESTE proporre una qualche alternativa a morir di fame o in fabbrica.
    Cmq i complimenti a Bertinotti e tutti i cretini che in questi anni lo hanno affiancato; siete riusciti a far scomparire quello che restava del più grande pc d’occidente, grazie, non ne sentiremo la mancanza un granchè.
    e vai adesso a far filosofia su “violenza e nonviolenza”, ti mandano affanculo perfino i tibetani!

    e per favore non cerchiamo nel pd le ragioni di una sconfitta SONORA E INEQUIVOCABILE! è solo colpa di sti partitini del cazzo, e basta! Veltroni fa il suuo lavoro, Berlusconi anche, l’Italia NON è un paese di merda perchè vince Silvio, è un paese in cui la sinistra e i sindacati non sanno più chi o cosa rappresentano, e i “rappresentati” non danno più fiducia a chi gli parla con l’r moscia mentre glielo mette in culo! e meno male!
    e mò ci cucchiamo il biscione! io mi compro un suv, e pure na casa, magari proprio quella che mi sto occuopando da 5 anni, almeno non avremo dipietro che fa il legalitario!

    (nel frattempo, i “compagni che sbagliano” alla guida dell’ater di Trieste vogliono che ce ne andiamo dalla Casa delle culture, spazio autogestito a Trieste che evidentemente da fastidio anche a sinistra, NON NE HO TROVATO UNA PAROLA SU QUESTO SITO, come non ho sentito nessuno esprimersi pubblicamente, complimenti-e poi ci chiediamo perchè sono andate così le elezioni…)

  4. luciano bubbola Says:

    Io Vi lascio ‘riprendere fiato’, ma da quello che scrive ‘ciars’ rischiate di aver già perso la faccia e la credibilità… e si tratta di verità incontrovertibili e vergognose per una Sinistra che ha svenduto la propria identità per squallide logiche di potere…
    Saluti da Luciano Bubbola

  5. Marco Says:

    ihihi….siete diventati extraparlamentari pure voi….ihihi…e mò vi tocca camminare per strada come i comuni elettori perchè non avete più poltrone dove appoggiare il vostro sederone…ihihi

    ha ragione ciars, ve la siete proprio voluta e mò ve la tenete sta sconfitta. Io non vi avrei votato anche solo per quello che NON avete fatto quando eravate al Governo, e il problema sta proprio che la lista dei NON è più lunga di quello che AVETE fatto. Pacs (neppure i Dico), Sostanze stupefacenti leggere, Immigrazione e Cpt, precariato, casa, reddito,….cavolo ma avevate mille campi in cui dimostrare e FARE qualcosa ed invece non avete fatto un cazz per due anni. E dopo vi aspettavate che qualcuno vi votasse per partito preso? Se lo pensavate vivete proprio sulla LUNA.

    Io ero sempre stato dell’idea che lo scopo di Bertinotti fosse quello di affossare definitivamente i partiti di sinistra e con l’Arcobaleno è riuscito ad ucciderli tutti con una sola tornata elettorale.

    Scacco matto signori,
    tocca a noi.

  6. luca Says:

    bah.. evidentemente, se il che fare non è nemmeno in vista, negli ultimi anni avete pensato un pò troppo al che dire (soprattutto nei salotti televisi cashemirevestiti) e a dirlo con troppo bon ton.
    Che volete dire che non avete già detto?
    Dovreste avere dei pensierini nuovi, ma se li aveste vi sareste accorti prima che avete perso il treno da un pezzo.
    Sarà il caso di ricominciare da capo a fare quello che non s’è fatto, ad esempio qualcosa che Gramsci chiamerebbe egemonia culturale.. ma non fra gli intellettualini assopiti nelle piacevolezze vellutate dei parlamenti e delle poltroncine varie distribuite fra i vari enti.. magari è il caso di provare a farla fra gli incazzati, che sono tanti e che non vi hanno votato. Vi serve sul serio un elenco?
    Spero di rivedervi per le strade e tra i conflitti sociali, visto che per un pò non avrete molte importantissimi distrazioni istituzionali

  7. luciano bubbola Says:

    Questa sera, vedendo ‘L’infedele’ su La7, qualcuno ha ricordato che Bertinotti aspettava i risultati elettorali presso l’ Hard Rock Cafè di Roma in Via Veneto…mancavano solo i Rolling Stones…il popolo vive nelle borgate e non è abbastanza trendy!
    Forse ciò spiega molto…
    Molto perplesso Luciano

  8. Emanuele Zaia Says:

    Ottimo intervento quello di Ciars, in gran parte lo condivido. Alla radice del nosro tracollo e della sconfitta del PD c’è l’arroganza della sinistra intellettuale, borghese e trendy. Colgo l’occasione per inviatare la generAZIONE DEI 68ini ad un’immediata scomparsa di scena.

  9. ciars Says:

    VERITA’ E GIUSTIZIA PER RICCARDO RASMAN

    Alla Casa delle Culture, in via Orlandini 38, sopra il ponte di cemento, alle 20.30, è organizzata una serata con gli avvocati e la sorella di Riccardo Rasman, giovane di 34 anni morto la sera del 27 ottobre 2006 a Trieste. Il giovane era deceduto in seguito a un intervento di due pattuglie di Polizia nella sua abitazione, a borgo san Sergio. La serata è stata organizzata “per contribuire a far luce su quanto avvenuto quella sera, sul perchè un giovane seguito dai servizi sanitari sia stato affrontato come un pericoloso criminale perchè lanciava petardi dalla finestra”. Parteciperanno il politico Alessandro Metz, Giuliana Rasman (la sorella di Riccardo), Fabio Amodeo e Giovanni Di Lullo, avvocati della famiglia Rasman.

    ps: a chi pensa che questo non c’entri nulla col sito, auguro un buon cancro ai coglioni, se non se li è già tagliati per far dispetto alla moglie…

  10. luciano bubbola Says:

    Ciars, anche se non Ti conosco, sei un GRAN FIGO!!!
    Ciao da Luciano Bubbola (e dalla Proria…molto felice…)

  11. luciano bubbola Says:

    (e dalla propria moglie… molto felice…)
    Piccolo errore.

  12. ciars Says:

    grazie, grazie….cmq più che altro sono de* “gran figh*” tutt* quell* che animano il progetto della cdc, come di officina sociale a monfi, come di tutti gli altri spazi autogestiti della regione.

  13. luciano bubbola Says:

    Fine delle trasmissioni… spuntano i coltelli tra Giordano e Bertinotti… proprio una bella figura…
    Complimenti!
    Luciano Bubbola

  14. luciano bubbola Says:

    Che delusione questa Sinistra Arcobaleno…avete distrutto tutto quello che i movimenti no-global di Genova e i movimenti pacifisti Vi avevano affidato come mandato politico e Voi cosa avete fatto: Vi siete messi le spillette pacifiste e avete votato l’aumento dei finanziamenti militari e le missioni militari all’estero (”I nostri ragazzi…”); Vi siete colorati di verde dopo aver lascato marcire la Campania mentre il ministro Pecorario-Scanio di Salerno era impegnato a disquisire dei ‘massimi sistemi’ con Vespa; ma soprattutto avete perso ogni minima credibilità.
    Ora Vi ’scannate’ per questioni di responsabilità e di scaricabarile… dovreste tornare a lavorare (in fabbrica e in ufficio) con stipendi da fame e allora capireste quanto siete stati incapaci e incoerenti con chi Vi ha, un tempo, creduto e seguito.
    Buona estinzione!
    Luciano Bubbola

  15. giovanna Says:

    Trovo il commento di Zaia estremamente arrogante e supponente.
    Quasi ma non proprio sessantottina, ti informo che sono disposta senz’altro a tirarmi indietro e saro’ felice di vederti in testa alle nuove generazioni. Non chiedo altro. Staro’ a vedere quante belle idee e quante soluzioni tirerete fuori! Auguri! Un po’ di umilta’ no? Un minimo di autocritica? Tutta causa nostra dei vecchi carampani? Auguri caro!! Vai pure avanti e leggero’ con piacere le tue proposte per un mondo nuovo senza noi poveri VECCHI.

  16. Stefania Says:

    scusate ma dove trovari i dati ufficiali delle elezioni..e non “ufficiosi” riguardo le votazioni?! Faccio un esempio se vado a vedere il comune di Villesse..mi viene data una affluenza per le regionali
    del 83,66% per un totale di 1198 votanti…ma quando poi vado alla pagina delle liste..il totale votanti scende a 899..e i restanti quasi 300 votanti dove sono finiti?

    Lo chiedo perche stavo cercando di capire al differenza che sembra diffusa tra la percentuale di arcobaleno al senato e quella alle regionali…dove arcobaleno scende e PDL sale…stato cercando di contare il numero di persone era cambiato o il totale era cambiato.

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