SETTIMANA LAVORATIVA A 60 ORE? NO GRAZIE

documenti June 23rd, 2008

SETTIMANA LAVORATIVA A 60/65 ORE ?

NO, GRAZIE !

Il 10 giugno i ministri del lavoro dei 27 Stati europei hanno raggiunto un accordo sulla direttiva europea sull’orario di lavoro, licenziando un testo ( che dovrà essere discusso dal Parlamento Europeo ) che decreta la fine delle 48 ore settimanali – conquistate dall’Organizzazione Internazionale dei lavoratori nel 1917 – e prevede la possibilità di settimane lavorative di 60 – 65 ore , con il consenso del lavoratore.

Oltre a ciò, è stata approvata una seconda direttiva che prevede parità di trattamento ( su salario,congedo e maternità ) tra lavoratori “in affitto” e dipendenti.

Alle due direttive si sono opposti i rappresentanti di soli 5 Paesi (Spagna, Belgio, Grecia,Ungheria e Cipro).

L’on. Maurizio Sacconi, attuale Ministro del Lavoro, cogliendo l’occasione, è tornato a parlare di una “ chirurgica deregulation del mercato del lavoro “ dichiarando altresì che “ ora è importante che il Parlamento Europeo possa ratificare rapidamente questo accordo e che esso trovi poi rapida attuazione nella legislazione dei singoli Paesi membri”.

A seguito di un tanto,

L’ASSEMBLEA PROVINCIALE DI SINISTRA DEMOCRATICA

ritiene inaccettabile tali direttive,

che vanno a colpire ancora una volta i lavoratori ed i loro diritti,conquistati con anni di lotte e sacrifici e che ancora una volta non tengono conto delle problematicità tuttora esistenti nel mondo del lavoro, problematicità di cui gli infortuni e le morti sul lavoro rappresentano un dato significativo ed emblematico;

richiama quanto previsto dalla nostra Carta Costituzionale

in materia di lavoro , del ruolo riconosciuto ai lavoratori ed alle lavoratrici per la loro partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese nonché della loro dignità rinviando a quanto previsto in particolare dagli artt. 1, 3, 4, 35, 36 e 37;

chiede ai propri rappresentanti eletti nel parlamento europeo

di adoperarsi e di impegnarsi affinché tali direttive siano bloccate ;

chiede altresì

al parlamento italiano ed, in particolare alle forze che si autodefiniscono di sinistra o di centrosinistra, di impegnarsi affinché tali direttive non trovino comunque corrispondenza nel nostro Paese, in sintonia – tra l’altro - con la valutazione negativa dei sindacati europei Etuc/Ces che hanno definito il testo “inaccettabile”.

Monfalcone, 21 giugno 2008

p. L’ASSEMBLEA PROVINCIALE DI S.D. GORIZIA

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