Comunicato Stampa“Comunicato dei Verdi sulla zona Industriale di Osoppo

Ambiente October 1st, 2008


Si! Al salvataggio di un territorio fertile ed irriguo.

Per quest’anno, il 23 settembre è stato il giorno in cui l’uomo ha già consumato tutte le risorse rinnovabili che la natura ha fornito/fornirà nel corso del 2008: dall’acqua alla legna, ai pesci. Secondo Global Footprint Network ( una associazione di ricerca che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo, e chi le usa) è il giorno dell’ Earth Overshoot Day in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e l’uomo continua a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro. Nei prossimi anni questo giorno avverrà sempre più in anticipo, fino a quando? Ricordiamoci che la terra l’abbiamo in prestito dai nostri nipoti.

Penso che prima di creare nuove infrastrutture nella zona Industriale di Rivoli di Osoppo, vadano riempiti gli spazi già urbanizzati e i capannoni inutilizzati che ci sono in zona, per esempio quelli della zona artigianale di Gemona e quelli della zona industriale di Trasaghis. Non vorrei che ci si ritrovasse come a Pagnacco che ha una zona artigianale ben servita dall’autostrada dove da diversi anni una notevole superficie è stata urbanizzata con asfaltature, impianti di illuminazione, fognature ecc. e solo una piccola parte è stata occupata dalla costruzione di un capannone. E non vorrei trovarmi, come a Majano e a Buja con capannoni nuovi e completamente vuoti, giacenti in questo stato già da diversi anni.

Nel progetto della variante n. 7 del Piano Reg. Gen. Comunale di Osoppo e nel progetto redatto dal CIPAF si evidenziano la costruzione di strade sopraelevate e mega svincoli mentre le maestranze che desidererebbero, in sicurezza, raggiungere il posto di lavoro nella Zona industriale di Rivoli, in bicicletta, devono percorrere un tratto di statale molto stretta e pericolosissima.

Le scelte che si fanno devono essere ben ponderate perché domani potremmo essere nell’impossibilità di togliere tutto quel catrame e quel cemento in cui oggi affoghiamo prati e vegetazione che potrebbero rappresentare la nostra salvezza. La crisi alimentare che il nostro pianeta si trova attualmente ad attraversare ci deve far riflettere e non lamentarci a posteriori perché i costi delle derrate alimentari aumentano.

Bisogna mantenere le produzioni locali, cosidette a km 0, anche per ridurre il traffico merci. Ne consegue una riduzione nei consumi di combustibili fossili e quindi una riduzione anche dell’effetto serra e dell’inquinamento. Ultima considerazione, ma non meno importante, è che l’adozione del piano da parte del comune ha portato alla riclassificazione dei terreni agricoli, esenti da ICI, a terreni industriali, senza che effettivamente siano tali, e sui quali i proprietari sono costretti a versare l’ICI.

Udine, 28 Settembre 2008

Federazione dei Verdi della Provincia di Udine

Presidente f.f. Battista Nardini

battistanardini@virgilio.it

www.battistanardini.org


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