Informazioni per manifestazione 11 Ottobre a Roma (C.Seracusa - RC Udine)

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Vi comunico  che per permette la più ampia partecipazione alla manifestazione nazionale che avrà luogo a Roma l’11 ottobre, di cui vi allego l’appello,

abbiamo organizzato dei pullman speciali che partiranno da Udine. (www.11ottobreinpiazza.org/)

Per avere maggiori informazioni o comunicare la vostra adesione potete contattare i seguenti numeri: 0432/21400 - 338/7108996, o manadare una mail a rifcom.ud@libero.it

Un abbraccio,

Carmelo Seracusa

Segretario Provinciale Rifondazione Comunista.

Appello


Un’altra Italia Un’altra Politica

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l’emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali enei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.

Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l’hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente,
ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un’altra idea
di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E’ una risposta che non può tardare ed è l’unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e
politica.Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un’opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :

1. riprendere un’azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell’Europa quale principale
protagonista di una politica che metta la parola fine all’unilateralismo dell’amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all’occupazione in Iraq e
Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;
2. imporre su larga scala un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo
economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli “omicidi bianchi” è necessario intensificare i controlli e imporre l’applicazione delle sanzioni
alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro:

lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;
3. respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E’ una vera e propria demolizione attuata attraverso un’azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti,
l’introduzione di processi di privatizzazione, e un’offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L’obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le
istituzioni del welfare che garantiscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza. L’affondo è costituito da un’ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;
4. rispondere con forza all’attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell’autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

5.sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere piena cittadinanza alle richieste dei movimenti Gay Lesbici Trans Queer per la pari dignità e l’uguaglianza dei diritti, e a quelle relative alla scelta del proprio destino biologico;

6. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l’acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un’idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un’idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell’esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell’uso delle risorse e l’uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E’ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.

7. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.
Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un’opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in
affanno. L’attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com’è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all’attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).
Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell’offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un’opposizione politica e sociale che abbia l’ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per “fare insieme”, al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un’iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un’iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all’avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

COMUNICATO STAMPA SA UDINE 10 luglio

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COMUNICATO STAMPA

Oggi 10 luglio si è tenuto un’incontro della Lista La Sinistra l’Arcobaleno del Comune di Udine, indetta dall’Assessore Comunale Franzil e dai due Consiglieri Comunali, Anna Paola Peratoner e Federico Pirone. L’incontro voluto per un’opportuna informazione degli eletti sul primo periodo della nuova tornata amministrativa è servito anche per determinare alcune prime iniziative a sostegno dell’attività dei Consiglieri Comunali. In estrema sintesi è stato espresso un giudizio positivo del lavoro svolto sia in Giunta che in Consiglio Comunale e ribadito l’impegno all’attuazione di tutti i punti programmatici del programma della Sinistra l’Arcobaleno, accolti nel programma del Sindaco Honsell. In particolare i punti che riguardano la partecipazione dei cittadini alle scelte comunali, il bilancio partecipativo, la qualità della vita in città, la pedonalizzazione del centro, l’assunzione dei precari, l’accoglienza e l’integrazione. A questo proposito viene giudicata interessante la proposta di un consigliere comunale aggiunto che sia reale espressione delle comunità dei migranti, alle quali comunque spetta di determinare le modalità di partecipazione. Inoltre, nello spirito di collaborazione e lealtà con le altre forze politiche della maggioranza, Sinistra Arcobaleno auspica un ancora maggiore coordinamento delle stesse al fine di determinare collegialmente le principale scelte  di politica comunale. L’intenso dibattito che è seguito, alla fine, ha determinato la formazione di alcune commissioni di lavoro sui principali temi che interessano il Comune. Sulla falsariga delle commissioni comunali, la Sinistra l’Arcobaleno udinese promuove 4 commissioni sui temi 1) dell’ambiente e territorio, 2) sulle politiche sociali e diritti di cittadinanza, 3) su cultura, istruzione e tempo libero e 4) su bilancio e partecipazione. Queste commissioni altro non vogliono essere che la continuazione di quel lavoro che nello scorso dicembre aveva promosso la formazione della lista, e che aveva prodotto diversi gruppi di lavoro che avevano costruito il fondamento del programma elettorale della lista. Pertanto esse saranno aperte a tutti i cittadini di sinistra che vogliano in qualche modo contribuire a elaborare proposte e soluzioni ai problemi che si porranno sugli argomenti indicati nel programma elettorale, questa volta soprattutto a sostegno e supporto dell’attività degli eletti. L’assemblea ha ben avuto coscienza della situazione molto difficile della sinistra italiana a seguito della grande sconfitta elettorale. Sconfitta ancora da digerire e che richiede anche da realtà come la nostra un’ulteriore fase di confronto tra quanti si sono impegnati nei mesi scorsi : anche questo è un impegno che la lista intende assumersi e che favorirà in futuro.

per la lista

claudio calligaris

Appello di non iscritti per il voto a la Sinistra l’Arcobaleno

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Siamo cittadine e cittadini di sinistra di questa regione non iscritti ad alcun partito; riteniamo che il percorso avviato a livello locale e nazionale dalla Sinistra Arcobaleno rappresenti una straordinaria occasione per ripensare una nuova identità di sinistra che metta al centro del suo agire politico quei principi di giustizia, uguaglianza, pace e solidarietà sociale che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica.

Lanciamo pertanto un appello a votare la Sinistra Arcobaleno, sia alle elezioni politiche sia alle elezioni regionali, nell’ambito dell’alleanza di Intesa Democratica.

Riteniamo che il fatto che le forze di sinistra e di centro sinistra si presentino unite alle elezioni regionali, dopo avere governato con impegno la Regione negli ultimi cinque anni, sia positivo a fronte di un panorama nazionale che, nonostante gli sforzi della Sinistra Arcobaleno per una maggiore unità, risulta invece frammentato e diviso. E’ sotto gli occhi di tutti in particolare il lavoro che a livello regionale è stato portato avanti in settori di grande importanza per la società quali la cultura, il lavoro, l’immigrazione, la cooperazione allo sviluppo, le politiche del welfare.

Anche se la competizione elettorale può avere imposto al momento la sola creazione di un’aggregazione tra i partiti che hanno dato vita alla Sinistra Arcobaleno, riteniamo tuttavia necessario dare vita subito dopo le elezioni al percorso costituente di un nuovo soggetto politico di sinistra, pluralista ed inclusivo dei soggetti della società civile in grado di aprire una stagione politica veramente nuova per il nostro Paese.

La Sinistra Arcobaleno che noi vogliamo non può essere la sola somma dei partiti. Cittadini, associazioni, comitati, gruppi attivi nelle realtà locali devono avere voce in capitolo nella costituzione del nuovo soggetto politico.

Invitiamo pertanto i partiti che compongono l’attuale Sinistra Arcobaleno a proseguire con forza su questa strada e chiediamo a tutti gli elettori di dare un segnale di fiducia a questo rinnovato percorso.

Andrea Bellavite, giornalista, consigliere comunale di Gorizia

Gianfranco Schiavone, presidente ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà), Trieste

Anna Di Gianantonio, storica, consigliera comunale di Gorizia

Mario Lavrenćić, coordinatore Sinistra Slovena

Toni Zambon, Sindaco di Budoia (PN)

Giampaolo Borghello, ordinario di letteratura italiana all’Università di Udine

Claudio Calligaris, responsabile soci Banca Etica, provincia di Udine

Pietro Greco, direttore del Master di comunicazione della scienza della SISSA di Trieste

Elena Beltrame, convenzione permanente di donne contro la guerra

Antonio Saulle, sindacalista, Trieste

Gianni Iacono, avvocato, Monfalcone

Luciano De Biasio, Sindaco di Pinzano al Tagliamento

Massimo Masat, Segreteria nazionale FIOM

Waldy Catalano, già segretario CGIL Trieste

Francesca Tessaro, dipendente Regione FVG, Servizio politiche della pace

Bruno Bazzo, segretario FIOM Pordenone

Stefano Gasti, consigliere comunale, Remanzacco (UD)

Franceschino Barrazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico

Ilvio Bidorini, ingegnere

Luisa Crismani, scrittrice e regista teatrale

Umberto Laureni, docente Università di Trieste

Erika Zlatich, dipendente Regione FVG

Gerda Duca, docente

Maria Paola Gonano

Perche’ votare la Sinistra l’Arcobaleno

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da Riccardo Devescovi:

Perché votare Sinistra Arcobaleno

Alle prossime elezioni l’esistenza di una sinistra numericamente significativa in parlamento è minacciata: a) dall’astensionismo, determinato da aspettative insoddisfatte e dal giudizio “tanto sono tutti uguali”; b) dalla scelta di votare per il PD ritenendolo il voto utile per battere il PDL.

Tutta la storia della sinistra, nelle sue varie espressioni organizzative, compresa quella sindacale, ha dato coraggio e forza a coloro che non hanno potere ed ha costituito un deterrente per coloro che ne hanno troppo. Dobbiamo ad essa, innanzi tutto, se il regime democratico è rimasto tale malgrado i vari tentativi di sgretolarlo. Così come dobbiamo alla sua pressione una legislazione sociale e del lavoro (ancora) abbastanza avanzata.

La forza della sinistra italiana, nell’ultimo ventennio, si è indebolita per una serie di motivi ma è diffusa, ancora, la convinzione che i livelli sociali e politici raggiunti siano acquisiti una volta per tutte.

Questa convinzione è un’illusione pericolosa, niente va dato per scontato.
Lo confermano gli avvenimenti più recenti, dagli attacchi alla legge sull’aborto a quelli contro lo statuto dei lavoratori, dall’esaltazione del lavoro precario alla ostilità per alcuni diritti civili, dalla svalutazione della scuola pubblica all’aziendalizzazione del servizio sanitario e alle privatizzazioni di servizi essenziali, dalla caduta del potere d’acquisto di salari e pensioni ai riflessi negativi dei vincoli internazionali
Se dopo le elezioni la sinistra scomparisse dal Parlamento, magari perché molti dei suoi voti sono stati dirottati sul PD, verrebbe a mancare una forza di stimolo
, controllo e garanzia, sempre essenziale per una gestione socialmente giusta del regime democratico.

Chi vincerà(PDL o PD) cercherà di dire che si è dissolta perché suoi principi e i suoi obiettivi non erano più condivisi, erano vecchi e superati. Insomma, era diventata inutile.
Forse ci renderemmo conto che non era così quando potrebbe essere tardi per ricostruirla.
Per ora, dunque, meglio avere, come punto di riferimento, una Sinistra “iridata”, La Sinistra Arcobaleno, ancora non compatta come ci piacerebbe, piuttosto che nessuna sinistra.

Riccardo Devescovi 7.04.08

Tematiche eticamente sensibili

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Da Tiziano Sguazzero (Candidato SA al Comune di Udine):

TIZIANO SGUAZZERO, docente di Storia e filosofia presso il Liceo classico “J. Stellini” di Udine. Ha orientato la propria attività di ricerca nell’ambito della storia contemporanea e, successivamente, in quelli dell’etica filosofica, dell’etica biomedica e dell’etica ambientale. Ha promosso numerosi corsi di formazione sui temi più rilevanti del dibattito bioetico e pubblicato diversi contributi su «Edizione», rivista della Sezione Friuli Venezia Giulia della Società filosofica italiana, e su «Bioetica», rivista della Consulta di Bioetica. Ha curato e steso le introduzioni al volume «L’uomo e le malattie nella società del rischio”, di prossima pubblicazione per la casa editrice “Vicolo del Pavone”.

La Sinistra l’Arcobaleno, una sinistra che unisce non solo sul terreno dei bisogni materiali ma anche su quello dei valori della laicità, del pluralismo e della tolleranza.

 

I temi dei diritti civili e le questioni che si è soliti definire eticamente sensibili sono passati in secondo piano in una campagna elettorale dominata, per motivi più che comprensibili, dalle questioni economiche e sociali: insicurezza e mancanza di adeguate forme di protezione sociale dei lavoratori precari, livelli scandalosamente bassi delle retribuzioni e dei trattamenti pensionistici, scelte dolorose per la compagnia di bandiera sull’orlo del fallimento.

La campagna elettorale dell’aprile 2008 rischia di essere - sia per l’attenzione dei media focalizzata soltanto sulle prese di posizione dei candidati premier sia per il fatto che vengono affrontate fondamentalmente solo le questioni relative alla condizione materiale dei cittadini – una campagna in cui le opzioni pluralistiche sui valori e i diritti vengono oscurate, non consentendo di capire quale potranno essere nel prossimo Parlamento le scelte dei partiti politici su problemi rilevanti come l’aborto, il divorzio, le procreazioni medicalmente assistite, le direttive anticipate di trattamento o testamento biologico, il riconoscimento delle coppie di fatto, la natura dei limiti da porre alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, la laicità dello Stato.

Il Partito democratico evita accuratamente di intervenire su queste questioni, troppo importanti e delicate – si afferma con una buona dose di ipocrisia – per essere affrontate in una compagna elettorale. Ed evitano di intervenire (o vengono tacitati) gli esponenti dei “radicali italiani” ospitati nelle liste del PD e lo stesso prof. Umberto Veronesi, capolista al Senato per il PD in Lombardia, che ha condotto battaglie incisive per il riconoscimento del diritto della persona umana all’autodeterminazione per quanto concerne l’accettazione o il rifiuto delle cure nella fase conclusiva della propria esistenza.

Le competizioni elettorali non sono fatte soltanto per fare promesse di benessere e crescita sul piano economico (forse incaute, certamente tardive), ma anche per mostrare quale sia il profilo che le forze politiche intendono pubblicamente assumere sui principali problemi della società complessa in cui viviamo. Il cittadino ritengo debba attribuire maggiore importanza alla caratterizzazione delle forze politiche piuttosto che ad astratti punti programmatici che si prestano ad essere piegati (reinterpretati) a seconda delle circostanze senza che gli elettori possano – con gli strumenti di cui dispongono – fare molto per orientare le scelte dei gruppi parlamentari.

La Sinistra l’Arcobaleno sarà certamente in Parlamento un saldo presidio per la laicità dello Stato, non solo per averla definita nel proprio programma “un bene non negoziabile” e per il fatto di ritenere che le libertà individuali e collettive possono crescere solo in uno Stato laico, ma anche e soprattutto per aver sostenuto nelle passate legislature iniziative coraggiose sul piano legislativo, referendario e dell’orientamento dell’opinione pubblica tese a modificare la pessima legge n. 40 sulla procreazione medicalmente assistita, a introdurre anche in Italia le direttive anticipate di trattamento, a dare pubblico riconoscimento alle forme di convivenza diverse dal matrimonio, a introdurre nel nostro ordinamento norme che perseguano tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale.

Queste giuste battaglie di civiltà per l’affermazione dei diritti del soggetto sul proprio corpo sano e malato (anche per il diritto di morire con dignità senza indebite forme di somministrazione di cure che il soggetto rifiuta o che preventivamente ha dichiarato di non volere) sono obiettivi che senza difficoltà possiamo definire “liberali” e che una “Sinistra delle libertà individuali e collettive” è chiamata a difendere con grande determinazione nel momento in cui le forze che si autodefiniscono tali (senza esserlo) propendono per soluzioni normative che non riconoscono la pluralità dei modelli etici presenti nella nostra società e spesso indulgono, per puro calcolo elettorale, a derive di tipo clericale. La Sinistra guarda con simpatia al riconoscimento del principio di autodeterminazione del paziente nel nuovo Codice di deontologia medica del dicembre 2006 e al documento approvato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici in tema di contraccezione, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza e assistenza ai nati prematuri nel febbraio scorso. In esso si sostiene che non va ostacolato con limitazioni pretestuose il diritto della donna a fruire del “contraccettivo d’emergenza”, della cosiddetta pillola del giorno dopo, per prevenire gravidanze indesiderate e un probabile successivo ricorso all’aborto. Viene inoltre espresso nel documento un giudizio negativo sui vincoli previsti dalle linee guida della legge 40/2004 alle diagnosi preimpianto sull’embrione, anche nel caso in cui la coppia sia portatrice di malattie ereditarie, e sull’obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti (fino a tre), anche degli embrioni malati, unito alla sola possibilità di rinunciare alla prosecuzione della gravidanza, nel caso in cui venga accertato dopo l’impianto quello che si sarebbe potuto verificare prima. Del resto una recente sentenza del Tribunale di Cagliari ha riconosciuto a una coppia portatrice di beta-talassemia il diritto di conoscere preventivamente la natura sana o malata dell’embrione prima dell’impianto.

Alla natura astrattamente ideologica delle leggi volute dal centro-destra nella XIV legislatura va sostituita – come suggerisce lo stesso Ordine dei Medici – una visione più equilibrata che tenga conto di tutti gli interessi e dei valori coinvolti nelle pratiche mediche, in particolare del principio di autodeterminazione del cittadino fondato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e su una informazione puntuale, completa e tempestiva relativa a tutte le opzioni terapeutiche, che talora non possono andare oltre il nobile scopo di alleviare la sofferenza dei malati per i quali non vi è speranza di guarigione. Non possiamo non ricordare i casi di Piergiorgio Welby e di Luca Concioni, che stanno a testimoniare l’esistenza di situazioni nelle quali il paziente si sente “prigionerio” del proprio corpo e non vuole che la moderna medicina si adoperi per prolungare quella che, dal punto di vista psicologico, gli appare un’agonia protratta oltre misura. In questi casi meritano di essere prese in considerazione le richieste del paziente di esaudire la sua volontà di non impedire la inevitabile progressione dell’organismo verso la morte. Il quadro normativo italiano è drammaticamente in ritardo rispetto a quello di altri Paesi europei, ad esempio rispetto alla legge francese sui diritti del malato e la fine della vita, approvata nel 2005, e vista con favore dallo stesso cardinale Carlo Maria Martini. Essa prevede la possibilità per il paziente che si trova nella fase terminale di una patologia grave e incurabile di richiedere la sospensione o la limitazione di qualsiasi trattamento e contempla inoltre la possibilità di redigere direttive anticipate di trattamento, di cui il medico deve tener conto per ogni decisione d’indagine, intervento, trattamento.

La nuova sfida per la laicità in società nelle quali gli individui si sentono sempre più insicuri di fronte all’ampio spettro d’applicazione delle biotecnologie, potrà essere vinta soltanto se l’etica pubblica non si confonde con le singole moralità private e soltanto se ciascun uomo e ciascuna donna saprà esprimere autonome valutazioni morali fondate su argomentazioni razionali e sui risultati (sempre soggetti a revisioni, mai assunti dogmaticamente) a cui è pervenuto il pensiero scientifico e, al tempo stesso, si impegnerà a costruire un ethos comune, anche con coloro che hanno diverse concezioni antropologiche.

Accanto ai diritti negativi “liberali” – diritti che richiedono che non vengano invase dagli altri determinate aree o sfere di autonomia di ciascun soggetto – la Sinistra è impegnata a difendere, con altrettanta determinazione, i diritti positivi “sociali”, che chiamano in causa l’intervento del potere pubblico nella sanità, considerando come irrinunciabile il principio di effettiva eguaglianza di accesso ad appropriate cure della salute. Va superato il paradigma convenzionale che considera la malattia soltanto come conseguenza degli agenti patogeni o di predisposizioni genetiche e vanno tenuti in massima considerazione i “determinanti sociali” della salute. Bisogna agire su di essi per prevenire disturbi e malattie, distribuire nel modo più equo possibile le risorse a favore della prevenzione delle malattie e della medicina curativa e mettere in grado i malati di saper gestire le terapie e le cure.

 

Tiziano Sguazzero

 

Le candidate alle prossime elezioni politiche (Maria Laura Rodotà)

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 Riporto questo articolo di Maria Laura Rodota’ che mi vede al 100% concorde. Delusione, scoramento e frustrazione, soprattutto pensando che di donne in gamba ce n’e’ finche’ si vuole ma sempre in posizioni di rincalzo o di subordine o in ogni caso svantaggiate e anche ostacolate …

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Le candidate alle prossime elezioni politiche
Meglio puntare sugli uomini
E’ delusione per le donne presenti nelle liste, sono in poche a convincere

Ammettiamolo. Deludono una via l’altra. Delude perfino Daniela Santanchè, unica femmina dominatrice di questa triste tornata elettorale. Finora icona sadomaso che faceva sperare cuori neri ma anche elettori del Pd (specie nelle regioni col Pdl in bilico, tipo Lazio), si è prodotta in dichiarazioni poi smentite su un’eventuale fiducia a Berlusconi facendo arrabbiare i suoi fans. Delude perfino più del previsto Marianna Madia, giovanissima speranza piddina, rivelatasi agente infiltrata al servizio della Sinistra Arcobaleno: sul cui simbolo è riuscita a spostare svariati voti (specie nel Lazio, dove è capolista) nella sola giornata di ieri, causa intervista al Foglio molto anti-aborto, molto pro-donne spose e madri intente a «riumanizzare la vita disumanizzata».

E poi ci sono le assistenti dei leader; e poi c’è la figliola dell’ex ministro Cardinale; e poi c’è la chirurga estetica di Berlusconi, forse ricollocata causa lavoro usurante; poi c’è la fisioterapista che lo ha curato, poi c’è…C’è che se una potesse scegliere — ovviamente non può, le liste sono bloccate— preferirebbe votare i maschi, sul serio. I soliti, più usurati della chirurga di Berlusca. Ma meno irritanti, e più bravi nel giocare la partita elettorale (tutto è relativo). Fanno arrabbiare i loro oppositori e ancor di più i loro elettori, spesso; meno spesso fanno cadere le braccia, come capita con le candidate donne. E poi, insomma: una donna di destra vecchio stile vota più volentieri la ricca, edonista, politicamente opportunista Santanchè o il verace Storace? Una berlusconiana preferisce l’originale (Vabbé, quel che ne resta dopo gli interventi della dott. Rizzotti) Silvio o il derivato Michela Brambilla? Una donna che è stata di sinistra si tura il naso più volentieri per Uolter o per Marianna? E ancora: un’elettrice di centrodestra laica e antifascista è più contenta di votare l’ex missino Gianfranco Fini, aperto sulle questioni riproduttive, o l’ex femminista ora teocon Eugenia Roccella, al cui confronto il cardinal Ruini è un simpatico sovversivo (lei ha spiegato che i dilemmi bioetici sono vergognosamente considerati dalla sinistra «sul piano dei diritti individuali» mentre ci vuole «una visione antropologica chiara», e niente fregole)? Risposte a piacere.

Sono elezioni per misogine, comunque. Perché le donne eccellenti sono poche, anche qui le solite. E qualcuna, come Emma Bonino, si lamenta perché pochissimo coinvolta nelle iniziative elettorali. Le altre, le nuove, mostrano (a) come, grazie alle liste bloccate, i leader maschi scelgano candidate non in base alla loro capacità e al loro appeal elettorale, ma secondo il loro ideale femminile; e (b) che le elettrici non sono conquistate dalle bellone, dalle madonnine infilzate e neanche dalle dominatrici. Amerebbero votare donne competenti, possibilmente simpatiche, sennò meglio un uomo (intanto l’Italia è l’unico paese occidentale dove circolino catene di sant’Antonio femminili via e-mail in cui si suggerisce di andare al seggio con una D rossa sul petto, una lettera scarlatta di protesta; non siamo messe bene, no davvero).

Maria Laura Rodotà

Essere marxisti oggi?

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Ricevo da LOREDANA PANARITI candidata al Senato:

Vecchi dinosauri, ecco quello che siamo. Lo stanno dicendo e scrivendo tutti. Ma io non ci credo. La politica è scelta e la realtà è frutto, sempre e comunque, di scelte. Allora contiamoci e vediamo quello che succede. Lo so che questa legge elettorale è uno schifo e i tempi, per quanto ci riguarda, sono stati brevissimi, tuttavia l’impegno che dobbiamo prendere adesso è che mai più andremo ad elezioni senza che i candidati siano frutto di un rapporto approfondito con il territorio di riferimento. La trasparenza deve essere in testa ai programmi. Da questo sito in cui pochi entrano (e quei pochi che entrano sono già convinti) deve partire una campagna informativa in questo senso. E smettiamola, io per prima, di vedere tutto nero (mentre lo scrivo mi sembra un’impresa eroica). Per il resto, oltre a commentare, mi piacerebbe discutere. Dopo essere arrivata con mezz’ora di ritardo al cimitero in cui è sepolto Marx (sarà per la prossima volta), da fuori ho pensato che varrebbe la pena di confrontarci su cosa vuol dire essere marxisti oggi. Attendo fiduciosa. Salute a tutti.

Appello Micromega a difesa della 194

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Claudio Calligaris mi chiede di pubblicare questo appello. Io l’ho firmato un mese fa circa …

Con Claudio chiedo anch’io quanto segue, visto che ci tengo moltissimo:

visto che non siamo in presenza di sole elezioni locali, credo che qualche tema nazionale, che ci possa caratterizzare, sarebbe bene accennarlo

in allegato l’appello apparso su micromega

chissà che qualche candidata pensi di aderirvi e farci su un po’ di campagna elettorale?

Donne, ragazze, compagne, battete un colpo se ci siete ….

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APPELLO APPARSO SU MICROMEGA

 

Caro Veltroni,

caro Bertinotti,

cari dirigenti del centro-sinistra tutti

 

ora basta!

L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro – sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado laquasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.

lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate –hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro – sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara ed inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autoderminazione delle donne, faticosamente conquistata : il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.

Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogna la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali e di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).

Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

 

Per sottoscrivere la lettera appello : www.firmiamo.it/liberadonna

 

Simona Argentieri - Natalia Aspesi – Adriana Cavarero – Cristina Comencini – Isabella Ferrari – Sabina Guzzanti – Margherita Hack – Fiorella Mannoia – Dacia Maraini – Valeria Parrella – Lidia Ravera – Rossanna Rossanda – Elisabetta Visalberghi

Comunicato Ecoistituto FVG per il Tibet

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Comunicato stampa

Ecoistituto del FVG si associa a quanti hanno finora espresso riprovazione e preoccupazione per quanto è avvenuto e sta avvenendo in Tibet.

E’ necessario che le associazioni ambientaliste e pacifiste facciano sentire la propria voce per richiamare alla moderazione e al rispetto dei diritti umani.

Non può esserci progresso senza una cultura che rigetti sempre e totalmente la violenza e persegua il dialogo e alla tolleranza.

Gilberto Marzano

Presidente Ecoistituto del FVG

Comunicato ANPI nazionale

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

COMITATO NAZIONALE

ELEZIONI DEL 13-14 APRILE 2008

Lo scioglimento anticipato del Parlamento conferma il persistere della grave crisi politica in cui da anni versa l’Italia nella quale emergono sempre più rischi per la tenuta del sistema democratico oltre che difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.

L’ANPI di questa crisi ha sempre rilevato e denunciato : caratteri, cause e responsabilità, per la sua soluzione si è battuta e si batte, insieme a tutte le forze democratiche, con generosità e determinazione come è accaduto con la mobilitazione vittoriosa in occasione del referendum per la salvaguardia della Costituzione.

Considerato che :

  • le elezioni del 13 e 14 aprile 2008 si svolgono con l’applicazione di una legge che, nonostante sia stata da tutti criticata poiché nega agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e si è rivelata causa di instabilità e ingovernabilità, la destra, che a suo tempo la impose, si è opposta recisamente al suo cambiamento anche dopo le responsabili esortazioni del presidente della Repubblica;

  • alle elezioni si presenta non più un centro destra moderato bensì una formazione politica dichiaratamente di destra che ingloba il partito erede della destra estrema, presenta candidati che si proclamano fascisti ed è alleata con forze che al nord e al sud propugnano propositi di secessione e rottura dell’unità nazionale;

il Comitato nazionale dell’ANPI invita gli associati e tutti i cittadini che si richiamano ai valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace che hanno animato la Lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica :

  • a prendere parte al confronto elettorale per contrastare con efficacia l’astensionismo affinché, con una grande partecipazione al voto, in particolare delle nuove generazioni, esso si confermi come una essenziale conquista democratica;

  • a sollecitare tutti gli elettori a tener conto che la legge elettorale prevede a favore della coalizione vincente, a livello nazionale e regionale, l’attribuzione del “premio di maggioranza2 con il quale la destra mira ad essere prevalente nel prossimo Parlamento;

  • a riservare il proprio voto a quelle forze politiche per le quali l’Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile e che in coerenza con i valori, i principi e gli obiettivi della Costituzione, svolgono la loro azione politica ed ispirano i loro programmi: per il rinnovamento politico e sociale del Paese, per un futuro desiderabile per le nuove generazioni ed affinché l’Italia operi per la pace e la cooperazione nel mondo.

COMITATO NAZIONALE ANPI

18 marzo 2008

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