Assemblea SD provincia di Gorizia - 21 Giugno - RELAZIONE

Uncategorized, documenti Commenta »

QUESTA E’ LA RELAZIONE DEL COORDINATORE PROVINCIALE SD GORIZIA,

ENNIO PIRONI:

 

 

21 GIUGNO 2008 – ASSEMBLEA PROVINCIALE DI GORIZIA –

Casa Albergo Monfalcone

INTRODUZIONE

 

Non passa giorno che non ci siano morti sul lavoro : uno, due, sei….

Si parla di una media di 4 al giorno …. Una media …

Molti ignorano che la statistica che parla di una media di quattro morti al giorno per infortunio sul lavoro è comunque sottostimata : mancano quei lavoratori, non solo immigrati, che non sono registrati come tali, mancano quegli altri lavoratori che sono rimasti vittime di incidenti stradali perché stanchi e affaticati dalla guida o dal lavoro precedente. E muoiono anche altri lavoratori, vittime di esposizione ad agenti cancerogeni ( pensiamo all’amianto ) e tossici che quasi mai o a grande fatica riescono a dimostrare che la causa della loro morte è il lavoro: Ogni giorno si compie una strage di qualche decina di persone per il lavoro, strage tanto più grave quanto più culturalmente accettata.

La causa principale di questa epidemia che sconvolge migliaia di famiglie è l’organizzazione del lavoro e ciò che vi sta attorno.

Per questi lavoratori chiedo un minuto di raccoglimento.

 

Cari compagni e compagne,

cari invitati,

ho voluto aprire questa nostra Assemblea non a caso ricordando quanto giornalmente sta avvenendo nel mondo del lavoro perché troppo spesso dimenticato e/o comunque sottovalutato e che invece deve essere sempre presente nella nostra azione quotidiana..

Vi ringrazio per la presenza e ringrazio quanti hanno accolto il nostro invito a partecipare ai nostri lavori, che rappresentano un momento importante per la vita democratica del nostro Paese e che troveranno la loro conclusione nell’Assemblea Nazionale di Sinistra Democratica, in programma alla fine della prossima settimana.

Alla fine di questa Assembla saremo chiamati a votare sulla bozza del nostro Statuto, sul documento politico alla base di queste nostre Assemblee, sui nuovi organismi dirigenti del nostro movimento.

 

Cercherò di essere il più breve possibile, per lasciare maggiore spazio agli interventi ed alle conclusioni che verranno tratte dalla compagna Loredana Panariti, del coordinamento provinciale,in assenza del rappresentante del nazionale, e che ringrazio per la disponibilità.

 

Sappiamo tutti – purtroppo - come sono andate le elezioni di aprile ed altrettanto bene sappiamo come sono andate le elezioni di domenica scorsa, in Sicilia ed in Sardegna.

Cosa sta succedendo ?

Qualche giorno fa la CGIL ha illustrato i risultati di un sondaggio realizzato recentemente su un campione di 23.500 persone, per cui un campione abbastanza attendibile.

Il 22% degli iscritti alla CGIL ha votato per il centro destra ( di questi il 70% avrebbe votato PdL ed il 30% la Lega ). La percentuale dei tesserati CGIL che ha votato a destra sale al 32% nel Sud e al 29% tra gli iscritti con lavoro dipendente nel settore privato.

Ha votato centrodestra il 52% dei tesserati CISL ed il 49% dei tesserati UIL.

Rispetto alle politiche del 2006, il centrosinistra perde il 28% dei voti dei lavoratori autonomi ,il 27 % dei disoccupati ed il 26% della classe operaia.

La ricerca sottolinea anche che gli imprenditori per il 63% hanno scelto il centrodestra ma che anche gli operai hanno scelto per il 60% Berlusconi a fronte del 40% delle varie aggregazioni di sinistra. Molto forte poi lo scarto tra le casalinghe a favore del Cavaliere : 65% contro il 35 mentre i pensionati si dividono quasi a metà ( 52 a 48 per il centrodestra).

 

Ho riportato questi dati, anche se possono apparire noiosi, perché credo debba essere da qui che dobbiamo ripartire se vogliamo dare una prospettiva alla nostra azione ed al nostro impegno.

 

E’ fuori discussione come sia cresciuta l’influenza della destra sull’opinione pubblica e sulla formazione del senso comune, e questo riguarda non solo il nostro Paese, ma l’Europa intera.

Dopo il 1948 non c’era mai stato in Italia un Parlamento così conservatore e clericale. In Europa, direttive recenti come quelle sulle 60 ore settimanali di lavoro ( sulla quale alla fine dei nostri lavori presenterò un O.d.G.) o sugli immigrati, solo qualche mese fa, sarebbero state impresentabili.

Ed allora, quale sinistra ?

 

Sui risultati del voto abbiamo in queste settimane ampiamente discusso e credo che le cause fondamentali, ma non le sole, si possono riassumere nella delusione per l’esperienza del governo Prodi, in quanto molte aspettative al momento della sua nascita, sono andate deluse ( politica dei due tempi che si è naturalmente fermata al primo, mancati interventi legislativi fondamentali rimasti sulla carta, tra i quali la legge sul conflitto degli interessi e la revisione della legge Biagi, i continui e pesanti ricatti di Dini, Mastella ed altri…)

 

Altra causa la scelta del PD non di “ correre da solo” ma di rompere con la sinistra, accusandola di essere stata la responsabile del fallimento del governo Prodi, anche se ciò non corrisponde alla realtà dei fatti ( pensiamo solo ai 20 ministri su 25 del PD ) ed anche se, è vero, in alcuni momenti la sinistra sia apparsa rissosa ed al tempo stesso inefficace.

E’ stata sconfitta la scelta del PD e la sua pretesa di poter rappresentare l’intero arco del centrosinistra.

 

Non possiamo però non riconoscere che è stata bocciata dagli elettori anche qualsiasi pretesa di autosufficienza e di isolamento da parte della Sinistra. La proposta di “La Sinistra L’Arcobaleno” è apparsa ai più come un qualche cosa raffazzonato all’ultimo momento, un residuo quasi del passato e non una speranza per il futuro, non un nuovo soggetto politico ma un cartello elettorale privo di una proposta politica e di un’idea convincente sul futuro del nostro Paese.

Non ha aiutato molto le prese di distanza che si sono avute subito su tale proposta : difficoltà, rinvii, distinguo… prese di distanza che sono immediatamente emerse subito dopo il voto ….. quasi una sorta di liberazione. Credo che così non potremo andare molto lontano.

 

Io a questo progetto ci credevo e per questo progetto mi sono impegnato.

 

Il voto e quanto successo dopo conferma invece la necessità che senza una sinistra popolare,innovative e capace di una cultura di governo, non si andrà da nessuna parte, una importante parte del Paese rimane senza rappresentanza e le forze progressiste sono destinate alla sconfitta.

Di fronte al drammatico esito delle elezioni politiche ma anche di quelle amministrative,pensare che il rimedio alla nostra sconfitta risieda nel ritorno alla frammentazione ed alle certezze identitarie è non solo sbagliato ma del tutto fuorviante ed illusorio. Il voto ha bocciato il semplice “patto federativo” tra forze politiche distinte: è uno schema non più riproponibile e c’è bisogno di un salto in avanti.

Per renderci conto di questo guardiamo a quanto sta avvenendo in questi giorni nel Paese e quanto oggi lo stesso Paese stia pagando l’assenza parlamentare di una forza di sinistra. Dopo un buonismo durato alcune settimane, Berlusconi, Tremonti, Sacconi e compagnia si stanno rivelando per quello che sono sempre stati : i provvedimenti che si sono presi o stanno per essere presi lo dimostrano ampiamente ( dal provvedimento salva-Berlusconi agli attacchi al protocollo d’intesa, da quello sugli immigrati al ponte di Messina, alla libertà di informazione, all’attacco nei confronti della legge 188 , alla recentissima manovra finanziaria con quanto previsto , ad esempio, per i servizi pubblici,le centrali nucleari, la TAV, le deregulation nel lavoro, il lavoro a tempo determinato, quello a chiamata, i tagli agli Enti Locali per finire alla neo-tessera per il pane di vecchia memoria… e potremo continuare… ).

Oggi il tasso di disoccupazione ha superato – dopo anni – la soglia del 7 % , la situazione occupazionale e di prospettiva non è delle migliori ( si pensi solo per un attimo, per quanto riguarda il nostro territorio, la vicenda dell’ INEOS ) …

 

Molti incominciano a preoccuparsi, lo stesso Veltroni si è accorto che è stato preso in giro ….

 

Nel Partito Democratico è in corso una discussione ( chiamiamola così …) che mette in dubbio diverse delle scelte fatte e si comincia a parlare anche di Congresso…Tra ieri e oggi si sta svolgendo l’assemblea costituente di questo partito e leggiamo che non è tutto proprio così tranquillo…

 

Per quanto ci riguarda, riteniamo che la sinistra abbia di fronte una sola ed importante possibilità di ripresa : quella di avviare subito la fase costituente di un nuovo soggetto politico che sia fondata sulla partecipazione e sul protagonismo di migliaia di donne e di uomini, iscritti e non iscritti ai partito politici. Una costituente di sinistra che non deve ripetere l’errore di ritenere che a sinistra si debba per forza stare tutti assieme, a prescindere.

 

Nel documento politico che presentiamo in queste assemblee, diciamo che il carattere “plurale” del nuovo soggetto politico non può più significare la somma di apparati, ma deve essere lo scambio e la valorizzazione di culture che attraversano tutta la sinistra, in ciascuna delle sue componenti : la cultura del lavoro, della qualità e sostenibilità dello sviluppo,il pacifismo, l’esperienza femminista, quella dei diritti e delle libertà civili.

Diciamo che esiste un’altra sinistra che vuole riaprire la possibilità di un’alternativa di governo al centrodestra,tenuto conto anche dell’esperienza del governo Prodi e delle sue componenti.

Crediamo che al nostro Paese serva un centrosinistra nuovo, coeso e determinato attorno ad un serio e concreto programma di cambiamento sociale.

Quanti non si sono recati al voto ( e di sinistra sono tanti ) ho hanno votato per il centro destra ( pur dichiarandosi di centrosinistra) attendono anche da noi parole chiare, risposte ai problemi reali, maggiore sensibilità e più concretezza, meno parole e meno litigi, chiedono un rinnovamento del gruppo dirigente.

 

Non dobbiamo avere paura di confrontarci su temi come la sicurezza e proporre le nostre soluzioni.

Su questo,proprio qualche giorno fa , è intervenuta Betti Leone, e ad essa rimando.

 

In questa Assemblea Sinistra democratica conferma la sua missione originaria : contribuire alla nascita di una nuova sinistra in Italia.

Il nostro asse di riferimento politico resta il Socialismo Europeo ma è fondamentale costruire un progetto che riveda e superi la logica delle appartenenze tradizionali e che unisca mondi,culture,linguaggi capaci di ritrovarsi insieme dentro una comune idea di sinistra.

Alcuni partiti della sinistra stanno andando ai loro congressi, il dibattito è aperto. Guardiamo con attenzione ai loro congressi, con rispetto ed aspettative, così come guardiamo al dibattito che sta attraversando il mondo laico e socialista.

Questa Assemblea porterà, come detto ,all’Assemblea Nazionale, che servirà per dare una nuova legittimazione, più aperta e più democratica, al nostro movimento ed ai suoi organismi dirigenti.

Questa Assemblea servirà però anche a rilanciare il movimento a livello locale.

 

Il risultato delle elezioni regionali,se pur ampiamente deludente per quanto riguarda i dati ottenuti, ci fa ritenere che nella nostra Regione il Movimento sia vivo, che i suoi rappresentanti in occasione delle elezioni regionali, hanno ottenuto dei buoni risultati ( primi a Tolmezzo ed a Pordenone, un nostro compagno eletto in Regione, il compagno Stefano Pustetto, al quale veramente auguriamo buon lavoro). Sinistra Arcobaleno in Regione ha eletto tre rappresentanti.

Nella nostra provincia Sinistra Arcobaleno ha superato l’ 8 %, la percentuale più alta in Regione ed abbiamo contribuito ad eleggere a consigliere regionale il compagno Antonaz, che saluto e che ringrazio per l’impegno che porrà, anche per noi. Credo che in questo momento tutto ciò possa rappresentare un’importante punto di partenza, per crescere, avviare tutta una serie di iniziative a livello territoriale e ridiventare protagonisti per il rilancio della Sinistra, nell’interesse del Paese e di quanti vivono del proprio lavoro.

 

Abbiamo però delle notevoli difficoltà : per stare sul territorio, per svolgere attività politica, per attuare le nostre iniziative, oltre che buona volontà e compagni ed amici disposti ad impegnarsi ed a spendersi per le finalità che si siamo dati, servono sedi e servono risorse : senza queste difficilmente potremo attuare quanto ci stiamo proponendo; il tesseramento è importante e fondamentale, la contribuzione degli eletti essenziale ma comunque assolutamente non sufficienti a garantirci un minimo di attività. Serve anche altro, e su questo credo che il Centro, malgrado le sue oggettive difficoltà, possa e debba darci una mano.

 

Con questa Assemblea il gruppo che _ con me - ha sino ad oggi ha garantito l’attività di Sinistra democratica nella nostra Provincia rassegna le proprie dimissioni e già sin d’ora chiedo a quanti intendano impegnarsi con noi di fare un passo avanti.

 

Oltre che lavorare per la Sinistra, non dobbiamo dimenticare che il prossimo anno, da noi, andranno al voto la metà dei Comuni, alcuni particolarmente importanti:Dobbiamo essere preparati e pronti per questa scadenza.

 

La Sinistra che serve è una sinistra popolare, forte di una autonoma cultura critica, che porta il radicalismo dei contenuti in una prospettiva di governo.Che si pone il problema del rapporto con il PD, sapendo tenere insieme il conflitto politico e programmatico ed il progetto di un nuovo centro sinistra.

 

Intendiamo rivolgerci alle donne ed agli uomini di sinistra, ai giovani, a tutte le forze _ politiche, culturali, associative, di movimento – che voglioni impegnarsi in questa sfida per una nuova sinistra disposta a misurarsi con la sfida del cambiamento.

Questa sfida comporta spirito unitario e volontà di rinnovamento :un progetto politico ed un processo costituente : Sinistra Democratica, anche in questa Provincia, farà la sua parte.

 

Ennio Pironi

Assemblea provinciale SD Trieste - Muggia - 14 Giugno

Uncategorized Commenta »

ASSEMBLEA PROVINCIALE TRIESTINA DI SINISTRA DEMOCRATICA P.S.E. -
MUGGIA (Sala Millo, p.zza Repubblica 4), 14 GIUGNO 2008, ore 10

Anche a Trieste il movimento nato da quella che fu la sinistra interna al Partito dei Democratici di Sinistra si appresta a confrontarsi nella propria assemblea provinciale, in vista dell’appuntamento nazionale di fine mese.
A Trieste SD ha contribuito a far ottenere alla lista unitaria della sinistra un risultato quasi doppio alla media nazionale ed il più alto in Regione; è inoltre rappresentata in consiglio provinciale da Fabio Vallon e da Walter Bastiani nel consiglio della III circoscrizione di Trieste. Il coordinamento provinciale del movimento è da ottobre 2007 curato da Emanuele Zaia, succeduto a Fulvio Vallon, che da quel momento si è occupato esclusivamente di SD regionale FVG.
Trieste è la prima provincia in Regione che va all’assemblea, Pordenone, Gorizia ed Udine seguiranno nel fine settimana successivo. I lavori dell’assemblea provinciale si terranno tra le 10 e le 13.30 in sala Millo a Muggia; dopo l’introduzione del coordinatore provinciale seguirà il dibatto nel quale porteranno i loro saluti il Sindaco di Muggia e i rappresentanti delle altre forze politiche. Alle 12.30 le votazioni su delegati e documenti congressuali, a seguire le conclusioni di Guido Galardi, del direttivo nazionale SD. Novità inconsueta rispetto ad occasioni simili, è la possibilità anche per i non iscritti di partecipare al dibattito con la possibilità di prendere parte anche alle operazioni di voto avendo dimostrato il proprio interesse con un versamento di euro 5 in favore del movimento, operazione realizzabile direttamente all’assemblea.

Assemblea provinciale SD GORIZIA - 21 Giugno

Uncategorized, eventi Commenta »

Dopo il risultato elettorale del 13/14 aprile, si rendono assolutamente necessari ed urgenti una ripresa ed un rilancio dell’iniziativa politica e programmatica di Sinistra Democratica.

 

Noi pensiamo che la sinistra sia ancora ben viva nella società, nella cultura, nei valori in cui credono tanti uomini e donne di questo Paese: questa parte dell’Italia ha bisogno di una coerente rappresentanza politica. Sinistra Democratica resta al servizio di questo progetto.

 

In vista dell’Assemblea Nazionale del movimento, in programma alla fine del mese di giugno e che avrà come punti all’ordine del giorno il rilancio della nostra iniziativa, l’approvazione di un documento politico-programmatico, l’approvazione dello statuto, l’elezione degli organismi dirigenti,

 

viene convocata

 

L’ASSEMBLEA PROVINCIALE

 

che avrà luogo a Monfalcone, presso la Casa Albergo,

 

in Via Crociera 14

 

SABATO 21 GIUGNO – ORE 10.00

 

Ne’ Ferriera ne’ Nucleare

Uncategorized Commenta »

Mi spiace moltissimo ma ero assente per alcuni giorni per cui pubblico in ritardo questo intervento inviato per conto di Alessandro Metz Federazione dei Verdi.

Manifestazione venerdì 6 giugno: né Ferriera né Nucleare

Mi sembra evidente, semmai ce ne fosse stato bisogno, che l’allarme derivato
dall’incidente a Krsko pone ancora con più forza la questione ambientale nei
nostri territori.
Stiamo assistendo alla corsa, da parte dei governi, alla rassicurazione e
alla minimizzazione di quanto successo, mentre sappiamo bene che solo con il
tempo riusciremo a sapere effettivamente cosa sia successo e che tipo di
ricadute questo incidente possa avere sulla nostra salute e sull’ambiente.
Dallo spegnimento della centrale serviranno alcuni giorni per verificare il
guasto, cosa lo abbia prodotto e gli effetti reali, ma soprattutto, vista la
pioggia di questi giorni, non possono essere rilevate eventuali emissioni
radioattive a Muggia o a Trieste, nonostante sindaci e regione si sprechino nel
comunicarci che fosse tutto uno scherzo.
Non è uno scherzo, né quanto successo ieri, né tantomeno le parole, di solo
poche settimane fa, di Renzo Tondo e di Ferruccio Saro che approvando la svolta
nuclearista del nuovo Governo Berlusconi, tra l’altro appoggiata dalla quasi
totalità dell’opposizione parlamentare, annunciavano la volontà di diventare la
prima regione in Italia con una nuova Centrale Nucleare. Sia ben chiaro, va
chiusa Krsko, non va aperta una nuova a Monfalcone o a Trieste.
Tutto questo mi sembra significativo del disprezzo verso l’ambiente e nei
confronti dei cittadini che vi abitano, da parte di chi dovrebbe governarci
tutelando invece la nostra salute e l’ambiente in cui viviamo.
La manifestazione di domani, diventa quindi uno dei primi momenti in cui far
sentire le molte voci che invece ritengono di non sottomettersi alle lobby
energetiche e speculative e a chi da queste nel mondo della politica riceve
ordini.
Una manifestazione che partendo dall’inquinamento della Ferriera di Servola
parli della nostra città e di tutti gli abusi che questa subisce per soddisfare
gli appetiti di grosse multinazionali o le “piccole imprese edili” amiche del
signorotto di turno.
Basta con le burle da apprendisti stregoni, che giocano con rigassificatori e
centrali nucleari, con impianti industriali altamente inquinanti o “trafori” ad
alta velocità, sempre coperti e protetti da servizievoli Agenzie Regionali di
Protezione Ambientale o Aziende Sanitarie Locali che mai si assumono la
responsabilità di andare contro il manovratore, sia esso Illy o Tondo. Per
questo è importante la manifestazione di domani, sapendo però che sarà solo la
prima di una lunga serie.

Alessandro Metz
Federazione dei Verdi FVG

Intervento S.Pustetto - F.Vallon (SD)

Uncategorized 12 commenti »

PER UN PASSO AVANTI

 

Senza dubbio la sconfitta della Sinistra Arcobaleno è stata bruciante.

Ad un mese dalle elezioni, le ragioni di quella bocciatura ci appaiono sufficientemente chiare.

Tra astensioni, richiamo al voto “utile” ed altro ancora, almeno 2.500.000 di elettori potenziali di Sinistra Arcobaleno hanno deciso di votare diversamente da quanto avevano fatto appena due anni prima.

Col voto, si è materializzata una rottura non solo con il senso comune delle persone, ma con la realtà di un paese profondamente cambiato.

Nonostante tutto questo, intravediamo qualche speranza e conseguentemente riteniamo che, più che continuare ad interrogarci sul perché si è arrivati ad un risultato tanto grave (sono già state scritte pagine e pagine…), si tratti – oggi – di fare le scelte più giuste per andare avanti.

Ripartire rischia di essere difficile, ma non è impossibile.

Non sarà facile, ma come sono andati altrove quei - ed altri - voti, potrebbero tornare a sinistra, ma vanno riconquistati e per farlo, oltre alle analisi, serve una politica che sia rappresentanza, insediamento, comunità; serve la sua efficacia, l’efficacia delle risposte alle nuove domanda di una società cambiata.

Diversamente, la ”libera uscita” potrebbe diventare definitiva.
La crisi di Sinistra Arcobaleno potrebbe esser mortale, bisogna saperlo, ma si può provare a superarla. Ed intendiamo provarci.

 

Non ci è piaciuta e non abbiamo condiviso la vecchia pratica della presa di distanza dalla sconfitta, iniziata già il giorno dopo il voto ed ancora in corso.

Continuiamo a pensare che, senza una speranza come la costruzione di una nuova forza politica unitaria a sinistra, il ripiegamento sarebbe terribile, anche se è certo che, per arrivare a rilanciare il progetto, i passaggi vanno esaminati e discussi.

Ma nella discussione che si deve fare è bene provare a mettere un po’ di ordine e tentare, possibilmente insieme, di definire le proposte conseguenti.

Sinistra Democratica per il socialismo europeo del Friuli Venezia Giulia ha subito dichiarato l’intenzione di voler dare vita, nel nuovo Consiglio regionale, al gruppo de “la Sinistra l’Arcobaleno” che, oltre alle rappresentanze istituzionali elette (che sono plurali e non “monocolore”), coinvolga la sinistra diffusa che esiste, anche quella che ha scelto di non votarci, offrendole responsabilità e sovranità sul processo – irrinviabile – di costruzione della sinistra, affinché sia possibile dare fiducia e speranza ai militanti, a 32.041 elettrici ed elettori, alle cittadine e ai cittadini che abbiamo incontrato nel corso della campagna elettorale.

 

La Sinistra Arcobaleno ha, certo, commesso molti errori.

Anche in Friuli Venezia Giulia laddove, comunque, raddoppia i consensi rispetto al voto politico ed esce, dalla consultazione, con un risultato inferiore alle attese ma “viva e vegeta” ed ancora, elegge ad Udine due consiglieri comunali, “nomina” un assessore, porta in consiglio provinciale una propria rappresentanza.

Pensiamo, fondamentalmente, che la Sinistra Arcobaleno sia stata poco credibile perché abbiamo continuato ad interpretare il malessere sociale, la povertà diffusa di milioni di italiani con la categoria semplificatoria di “classe” senza comprendere che questa povertà è trasversale, affligge ceti medi e piccola borghesia, operai e salariati. In quella povertà non c’è una classe ma l’insicurezza sociale e la precarietà esistenziale che ha profondamente modificato il senso comune del paese. Solo che negli ultimi quindici anni, mentre il paese precipitava lungo la china delle nuove paure e dei nuovi nemici, noi siamo rimasti a guardare, lasciando alle forze più conservatrici il compito di interpretare e assecondare questo nuovo, devastante senso comune.

 

Ed ancora, purtroppo, Sinistra Arcobaleno invece d’essere la prima prova di un nuovo soggetto politico di sinistra, nelle pratiche dei soci fondatori, nel gioco delle reciproche diffidenze, nella vetustà dei linguaggi, non è stata un soggetto politico, e tanto meno nuovo: è stata solo un cartello elettorale.

 

Senza dubbio, partire di nuovo rischia di essere difficile, ma non è impossibile se si riparte dall’idea forte e necessaria di una nuova Costituente della Sinistra. SD lavorerà perché questa sia un progetto largo, inclusivo, non autistico. Vero, fuori dal mito e dalle sovrastrutture dell’unità di tutte le sinistre possibili. Una costituente di sinistra ha senso se si ripensa con onesta concretezza all’identità stessa della sinistra, alla sua capacità di porsi come motore di rappresentanza e di trasformazione non più di un paese virtuale ma di questo disperato e reale paese in cui viviamo.

 

Ed ancora: Sinistra Democratica vuole lavorare, lavorerà, in autonomia e senza sindrome di autosufficienza né culturale, né politica, alla costruzione di un nuovo centrosinistra per il governo del paese. Questo vuol dire superare il concetto di una sinistra e di un Partito democratico, ciascuno per sé autosufficiente: in quella autosufficienza, già bocciata dal voto degli elettori, non c’è una scelta politica: c’è solo una fuga. Un nuovo centrosinistra, dunque, che nulla della vecchia esperienza dell’Unione abbia in sé. Superando, da parte nostra, la ridicola contrapposizione tra sinistra di governo e di opposizione, perché siamo certi che non esiste una sinistra che sia sempre di governo o sempre di opposizione: la sinistra sta dove gli elettori le hanno offerto di stare, conservando sempre la cifra della propria coerenza e dei propri obiettivi.

 

Sappiamo che tutto ciò, un nuovo cantiere a sinistra e un diverso rapporto con il PD, pretende anche da Sinistra Democratica la capacità di definire se stessa, il proprio contributo, il proprio orizzonte politico di riferimento. Con la nostra autonomia intendiamo stare dentro questo cantiere, al quale invitiamo quanti hanno condiviso, nello specifico nella nostra Regione, l’esperienza della Sinistra Arcobaleno. Tenteremo di tenere aperta, ancora, quella esperienza.

Con la nostra autonomia, con il nostro profilo, proponendo a Rifondazione Comunista, al Pdci, e ai Verdi del Friuli Venezia Giulia una sede comune di discussione e confronto politico sul da farsi, sull’opposizione da costruire, un luogo pubblico, aperto, allargato, disponibili a contaminandoci con percorsi e storie diverse – dando rappresentazione di una nuova, possibile sinistra che sappia parlare a una parte vasta e attenta della comunità regionale e del paese.

Al tempo stesso, con la stessa autonomia, con lo stesso profilo, in Consiglio regionale, intendiamo aprire con il Pd un dialogo basato su posizioni di reciproco rispetto e autonomia, preso atto che con il 30% non può certo pensare di poter puntare a governare, di nuovo, il Friuli Venezia Giulia.

 

Con la nostra autonomia, con il nostro profilo, con le forze della Sinistra Arcobaleno e sulla base del programma di Intesa Democratica nel quale va (quasi) tutto bene e nel suo gruppo consiliare regionale che gli elettori hanno scelto.

Un gruppo consiliare nel quale non ci sono padroni di casa.

 

 

Stefano Pustetto, consigliere regionale de la Sinistra l’Arcobaleno

Fulvio Vallon, coordinatore regionale di Sinistra Democratica per il socialismo europeo

 

13 maggio 2008

 

Informazioni di servizio

Uncategorized 2 commenti »

Fino a prova contraria SA vive ancora e fino a prova contraria io continuo  e continuero’ a pubblicare tutto cio’ che mi invierete.

Sono a disposizione delle 4 componenti e se volete mandare qualcosa, chiedetemi l’indirizzo mail che saro’ lieta di mandarvi in privato.

Informo pero’ che saro’ assente e non raggiungibile dal 1 al 9 Maggio.

Vi saluto con un cenno agli avvenimenti del pomeriggio:   pur constatando con piacere il successo di Honsel a Udine, mi preoccupo per la vittoria ormai ben definita di un fascista  a Roma.

Che dire?

Uncategorized 16 commenti »

Prevengo critiche e mugugni come quello di Francesca che si lamenta perche’ dal 12 (!) Aprile (!) (mica dal 12 Febbraio) in questo sito non si scrive niente, pensando forse che questo sito sia gestito da robots e informo che causa lavoro (si’ i robots lavorano per guadagnarsi il pane) saro’ assente fino a domenica. Per cui non garantisco che sarranno pubblicati commenti e men che meno posts. Non e’ una fuga strategica: lavoro nel settore del mobile e saro’ a una fiera a Milano. So che non ve ne frega niente ma e’ per prevenire appunto astiosi attacchi e stupidi commenti. Non ho altro da dire se non pubblicare un commento al voto di Gianni Zagato.

Una sola vittoria, due diverse sconfitte.

La sorpresa è forte, dura. Crea sgomento, incredulità. Il ragionamento politico, quello che affronta il nodo dell’analisi di una sconfitta elettorale netta, per un momento viene dopo. Prima di tutto c’è il sentimento comune di tante donne e uomini che si pongono una domanda: e ora cosa sarà? Non è una domanda qualunque e non c’è una risposta immediata. E’ la prima volta, nella storia politica repubblicana, che la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare, né alla Camera né al Senato. C’è qualcosa di drammatico, di unico nel panorama europeo. Nessuno in questo modo l’aveva previsto, noi stessi non l’avevamo messo nel più negativo dei conti. La politica si intreccia con qualcosa che va oltre i suoi confini, qualcosa che riguarda ciò che comunemente chiamiamo vita. La vita di quelle persone che pensano la politica, sempre, come razionalità e passione insieme, costruzione di relazioni e di conflitti e compromessi, tempo speso per dare senso a un’idea, rendere concreto un progetto comune. Vita e politica, a sinistra, sono sempre state molto vicine, intrecciate. Per questo la domanda – ora cosa sarà – va nel profondo di ognuno di noi. E ci costringerà a ragionare a lungo per giungere ad una risposta. Oggi siamo davanti ad alcuni fatti inequivocabili e come tali vanno detti e studiati. Tre su tutti. La netta vittoria di Berlusconi e della destra, la sorpresa delle dimensioni della nostra sconfitta elettorale, il cumulo di errori politici in soli sei mesi della guida veltroniana del partito democratico.
La vittoria della destra smentisce l’idea, da tutti ritenuta possibile, di un pareggio e dunque di uno stallo, al Senato. La maggioranza di Berlusconi è ampia alla Camera e superiore alle previsioni al Senato. Certo, determinante è il dato della Lega, ritornata al consenso dei suoi primordi. E bisognerà scoprire che ne è di Alleanza nazionale. Ma se il patto tra loro tiene, dispongono di una maggioranza per governare altri cinque anni. Forse neppure Berlusconi, almeno annusando alcune preoccupazioni che venivano da lì negli ultimi giorni di campagna elettorale, sperava tanto. Se reggeranno, non inciampando in nuove divisioni, governeranno con la filosofia del libro di Tremonti in testa alle classifiche di vendita. Critica di fondo all’idea di globalizzazione e per ricetta il protezionismo di fine ottocento.
Noi siamo di fronte ad una sconfitta che mai si è conosciuta in queste dimensioni. Le ragioni vanno prima di tutto cercate dentro di noi e non sono circoscrivibili tutte e solo nel volgere breve di questa campagna elettorale. C’è un filo lungo che riguarda il nodo tra la sinistra e la società nell’arco di questi ultimi decenni, in tutta Europa e particolarmente in Italia. Riguarda la politica, la cultura, l’organizzazione del campo storico della sinistra. C’è poi, acuto, il senso di un’esperienza di governo nata tra forti aspettative e rivelatasi troppo presto priva di una missione capace di indicare una sfida alta al declino che il paese attraversa. Infine, il precipitare di una crisi che toglie tempo e spazio alla messa in atto di un processo unitario. Lo stesso queste ragioni, solo accennate, risultano ancora insufficienti a dare conto di una dimensione della sconfitta fino a oggi inimmaginabile. Ora per noi la domanda è netta e drammatica. Cosa si fa della sinistra di domani. Ci vorrà una diversa nozione del tempo, della semina, della costruzione di qualcosa di inedito. Ma costruire è ora drammaticamente ancor più necessario.
Resta lì, da solo, col suo inutile dato fermo al palo, chi ha cominciato proprio affermando l’orgoglio di correre da solo. Una scelta di puro egoismo politico. Tra la difficile ma necessaria strada di ricostruire un nuovo centrosinistra per il governo dell’Italia e l’orgoglio della propria presunta autosufficienza, si è scelta questa via oggi rivelatasi perdente e priva di alcun sbocco. Una manciata di voti in più della somma ds e margherita di due anni fa, al netto dell’apporto che pura qualcosa avrà pesato dei radicali. Tutto qui? Ne valeva la pena? Aprire un solco a sinistra, rifiutando a priori qualsiasi alleanza per il governo, ingenerare l’equivoco – oggi evidentissimo – del voto utile, rievocare l’umiliante e falso paragone con Nader, illudere sull’incollatura e ora trovarsi la destra otto-nove punti avanti. Si può essere bravi a comunicare, ma se si sbaglia nell’analisi politica il comportamento per quanto ben impostato dal punto di vista comunicativo risulta sterile. E sterile oggi è la politica dei democratici italiani. Grande la responsabilità politica che recano di un esito elettorale che consegna il governo alla destra. La loro corsa si è arrestata nel peggiore dei modi. Non meno di noi dovranno porsi domande profonde

IN BOCCA AL LUPO!

Uncategorized 9 commenti »

a tutti!

Fabio Mussi in videochat su Corriere.it

Uncategorized 1 commento »

«Purtroppo sull’Universita’ l’Unione ha disatteso le promesse e tagliato le risorse»

«Noi i killer di Prodi? Una balla colossale»

Fabio Mussi, candidato di SA, in videochat su Corriere.it: “Facciamo la sinistra perché nel Pd non c’è”

MILANO - «La differenza con il Pd? Intanto che ci chiamiamo sinistra, mentre il Partito democratico è orfano sia della parola sia del concetto. E io trovo inconcepibile che in un grande Paese europeo come l’Italia possa in futuro non esserci più un soggetto che si autodefinisca come sinistra politica». Lo ha detto Fabio Mussi nel corso della videochat con i lettori di Corriere.it. «Lavoro e precariato; ambiente e sistema economico; e diritti civili: sono questi - ha aggiunto - i punti in cui le differenze programmatiche tra noi e il Pd sono più rilevanti». «Non è sano - ha poi sottolineato il ministro dell’Università - un sistema politico in cui tutti si ammucchiano al centro».

«UNA BALLA COLOSSALE» - Del resto, ha fatto notare Mussi, è stato proprio il centro a mettere in crisi l’esecutivo di Romano Prodi. Ed è «una colossale balla» l’idea che sia stato il blocco di sinistra a causare il dissolvimento della coalizione. Quanto alle accuse che lo stesso Prodi avrebbe rivolto all’ala più estrema dell’ex Unione, il ministro ha spiegato che «Prodi non ha né confermato né smentito e mi piacerebbe che lo facesse» e che quindi la ricostruzione fatta dalla stampa potrebbe benissimo non corrispondere al vero.

CROLLO AL CENTRO - «Il governo lo hanno fatto cadere Mastella e Dini - ha poi precisato -, mentre i ministri della sinistra non sono mai stati in piazza contro l’esecutivo e mai i suoi parlamentari gli hanno votato contro in Parlamento. Certo, nel consiglio dei ministri abbiamo fatto alcune battaglie su questioni su cui oggi in campagna elettorale si promettono cose sbalorditive: intervento sui salari e sui redditi più bassi, interventi a favore dei precari, più soldi all’università e alla ricerca. Ma non si potevano fare queste cose che oggi si promettono già nella Finanziaria, come chiedevamo noi? I ministri del Pd erano 20, avevano il premier e i due vicepremier, i ministri chiave, i due gruppi parlamentari di maggioranza. Qualcuno che ha avuto tutto questo potere si assuma un po’ delle proprie responsabilità».

«PD-SA? RIAVVICINAMENTO POSSIBILE» - Quello che poi è certo, secondo Mussi, è che il centrosinistra pagherà la scelta di Veltroni di correre da solo, «anche se poi non è vero visto l’incorporamento dei radicali e l’alleanza con Di Pietro». Il Pd, ha evidenziato il ministro, un obiettivo lo ha però raggiunto: «tagliare ogni legame con ogni tipo di sinistra, la nostra e quella dei socialisti». Tuttavia, a differenza di molti esponenti democratici che non intravedono possibilità di accordi post-elettorali con Sa, Mussi non esclude che in futuro ci possa essere un riavvicinamento tra le componenti del centrosinistra: «Se avremo un grande consenso - ha precisato - potremo anche pensare di cambiare la posizione politica del Pd e ricreare le condizioni per un’alleanza». Una correzione di rotta è però necessaria: a chi gli chiedeva come mai non avesse imboccato la strada nuova dell’adesione al Pd, Mussi ha spiegato: «in politica il nuovo e il vecchio non vogliono dire niente, esistono solo i concetti di destra e di sinistra». E il Pd «è un partito di cui non capisco identità, collocazione storica e internazionale e cemento».

UNIVERSITA’ E RISORSE - Mussi, parlando del sistema universitario, ha poi ammesso che «violando gli annunci e le promesse dell’Unione anche il governo di cui faccio parte ha tenuto bassi gli investimenti in questo settore» arrivando addirittura a fare dei tagli e lasciando così risorse inferiori a quanto previsto dalla Moratti e da Berlusconi. Il ministro ha però rivendicato il merito di avere iniziato a rimettere mano alla giungla delle lauree, proliferate a dismisura negli ultimi anni, e di avere «svincolato le grandi nomine della ricerca dal controllo e dal condizionamento dei partiti politici». E ha puntato il dito contro il numero eccessivo di atenei sul territorio nazionale e, in particolare, sulle loro sedi distaccate: «In Italia abbiamo 105 province e ben 360 sedi universitarie - ha fatto notare -. E’ una cosa pazzesca che nessuno ha mai fermato. Io, da ministro, ci ho provato».

L’ESPERIENZA DEL TRAPIANTO - Mussi ha infine parlato dell’operazione chirurgica recentemente subita, per un doppio trapianto di rene. Un intervento, ha spiegato rispondendo ad un lettore che glielo chiedeva espressamente, che ha effettuato agli Ospedali Riuniti di Bergamo perché «l’Italia ha un sistema sanitario pubblico di alta qualità». Un’esperienza, quella del ricovero e della convalescenza, che gli ha cambiato la vita. Mussi ha evidenziato che «un trapianto di organi non è acqua fresca», neppure per il significato che porta in sé: «una persona sconosciuta che con un gesto gratuito di amicizia ti consente di vivere». Anche per questo, al di là dell’impegno in politica, il ministro ha spiegato di voler fare «il testimonial» a favore della cultura della donazione di organi: «uno straordinario gesto di umanità, una cosa fantastica, il miracolo di una vita che finisce ma che al tempo stesso aiuta ad allungarne un’altra».

Alessandro Sala
08 aprile 2008

Lettera al Messaggero Veneto

Uncategorized Commenta »

Claudio Calligaris mi manda in copia la lettera da lui inviata al Messaggero Veneto: sara’ mai pubblicata?

************************************

Un piccolo spettro si sta aggirando per questa campagna elettorale. Riguarda principalmente l’elettorato che ha deciso di votare a sinistra. Si chiama “voto utile”. E’ quel sottile, ma con il passare dei giorni, sempre più insistente richiamo a non disperdere il proprio voto, a votare Partito Democratico per non far vincere Berlusconi e la sua accolita, la peggior destra populista mai vista da noi. A turarsi il naso, come da democristiana memoria. Ed è un richiamo forte per chi di senso responsabilità ne ha sempre avuto molto, tanto da sopportare tutti i ricatti che l’ala destra, o moderata che voler si dica, del governo Prodi ha continuamente proposto nei mesi scorsi. Qualcuno si ricorda dei DICO per esempio. Purtroppo si tratta dell’ennesima balla. Di una bufala per fregarci ancora una volta sull’altare del “realismo”. Chi ha realmente a cuore il problema del precariato, dei diritti, della laicità dello stato, chi pensa che i salari debbano aumentare e le rendite essere tassate di più, che la guerra non sia un buon metodo per esportare la democrazia, ebbene è il caso che continui a votare a sinistra. Tanto più nella nostra realtà dove si vota per comune e provincia di Udine e per la regione: qui non c’è nessun vincolo ipotizzabile. La Sinistra l’Arcobaleno rappresenta le forze più autenticamente di sinistra, quelli che vogliono favorire la partecipazione dei cittadini, che non credono alla politica delle grandi opere, che vogliono gestire con la raccolta differenziata il problema dei rifiuti, che sono per le zone verdi, per i centri storici liberi dalle autovetture, per un trasporto pubblico efficiente. Gli uomini e le donne di sinistra hanno la possibilità di scegliere. Ma anche a livello nazionale la bufala del “voto utile” resta tale. Soprattutto al Senato dove i perversi meccanismi della legge “porcata” elettorale pensati da quel gran cervello di Calderoli producono effetti strabilianti. Infatti se è vero che alla Camera il partito che avrà anche un solo voto in più in Italia conquisterà 340 deputati , il 54%, e tutti gli altri partiti si spartiranno i rimanenti 270 deputati, ben diversa la situazione nell’altra ala del Parlamento. Recentemente un quotidiano nazionale  ha simulato 4 possibili scenari sulla base dei voti del 2006 dai quali risulta che se la Sinistra Arcobaleno e l’UDC di Casini avessero un risultato sotto il  6% e ci fosse un testa a testa PD-PdL (39,4% contro 42,4% nell’ipotesi proposta e certamente tutta verificare nella realtà), ebbene proprio in questo caso ci sarebbe il risultato più netto a favore di Berlusconi : 164 seggi contro i 138 del PD e 2 ciascuno a UDC e Sinistra Arcobaleno. Questo perchè sia nelle regione “rosse” che in quelle “bianco azzurre” proprio le terze forze hanno l’effetto riequilibrante di togliere seggi al partitone perdente. Cioè, secondo la simulazione, in quasi tutte le regioni un discreto risultato della sinistra finisce per  togliere seggi alla destra. Al Sud, sempre in questa ipotesi, in particolare un risultato buono di Casini fovorirebbe di poco Veltroni. Non a caso la simulazione massima proposta che prevede la sinistra ad un (non esaltante) 9,3% (21 senatori) è quella in cui Berlusconi prenderebbe meno seggi (154). Ma non basta. Proprio su L’Unità, il giornale del PD, alcuni giorni fa è comparso un lungo articolo che, grosso modo, sosteneva le medesime tesi e giungeva alle stesse conclusioni. Sarebbe qui troppo lungo riassumerlo, anche perchè colmo di dati e percentuali. Basterà riprenderne il titolo per comprenderne il significato: UdC e Sinistra, i partiti che tolgono il sonno al Pdl. Senato, anche nelle regioni non in bilico l’ascesa delle due forze toglierebbe a Berlusconi seggi decisivi.

Conclusione : come dovrebbe essere logico e giusto votate secondo coscienza,  secondo i vostri legittimi interessi di “classe”. Turarsi il naso non serve, che la “puzza” dei vari Caleraro si sente forte, troppo forte, in questo PD dannatamente interclassista.

claudio calligaris

udine

Template basata sul SadhWeb Directory. Il blog È realizzato con WordPress ed è ospitato da Renomo