Appello ai candidati - Rete di Economia Solidale del Friuli Venezia Giulia

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Cara Candidata, Caro Candidato,

la costituenda Rete di Economia Solidale del Friuli Venezia Giulia ha predisposto un appello affinché ogni candidato possa riflettere sull’analisi e sulle azioni che essa si appresta a fare, consapevole che l’imprescindibile azione dal basso (gruppi di acquisto solidale e sviluppo delle filiere corte, co-hausing, commercio equo e solidale, tutela dell’ambiente e dei beni comuni, ecc.) avrà maggiore successo se sostenuta da provvedimenti coerenti assunti dalle Istituzioni pubbliche.

Qualora le argomentazioni contenute nel documento che si allega incontrassero il Suo interesse, La preghiamo di inserire le Sue considerazioni e proposte nel blog della Rete http://resfvg.blogspot.com , utilizzando la funzione “comments” in calce al documento: “Lettera aperta ai candidati alle prossime elezioni politiche ed amministrative in Fiuli Venezia Giulia”.

 

Rete di Economia Solidale del Friuli Venezia Giulia

Pordenone - Officina della decrescita

 

 

LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

 

Premessa

E’ in via di costituzione la Rete di economia solidale del Friuli Venezia Giulia. Il documento base che illustra le motivazioni, gli obiettivi ed il percorso costitutivo di tale iniziativa può essere esaminato sul seguente blog: http://resfvg.blogspot.com/

Tale documento: “Costituzione della Rete di Economia Solidale del Friuli Venezia Giulia “RESFVG”, si apre descrivendo il motivo che porta diverse associazioni e persone già impegnate nella realizzazione e diffusione di buone pratiche i a fare rete:

L’attuale sistema socio economico, egemonizzato dal mercato capitalistico, sta portando l’umanità verso il collasso ambientale, economico, energetico, sociale e politico. Soluzioni parziali non sono più percorribili in quanto i fattori di crisi sono ormai sistemici.

Occorre rompere l’egemonia di tale modello economico, i cui obiettivi sono quelli di espandere all’infinito bisogni e consumi, di rendere “liquide”, strumentali, le relazioni fra le persone e gli aggregati sociali.

E’ urgente immaginare insieme, progettare e costruire un nuovo sistema, in grado di offrire a noi tutti un percorso diverso e democratico di fare economia“solidale”.

 

Le ragioni di un cambiamento

Da questa breve premessa si può facilmente comprendere il motivo per il quale il presente appello è rivolto indistintamente a tutti i candidati, poiché nessuno dei partiti sostiene esplicitamente ed in modo organico la necessità di uscire dalla logica della crescita indefinita che viene espressa sinteticamente attraverso la formula dell’incremento del PIL.

Pur con accentuazioni diverse - sul ruolo e sul peso delle politiche di welfare da adottare, sulle misure per affrontare la crisi ambientale ed energetica - tutte le formazioni politiche continuano a ritenere, di principio o di fatto, il mercato come principale motore di sviluppo del benessere materiale delle persone.

Non siamo ostili al mercato, ma contro la sua egemonia materiale e sociale, nel garantire la sussistenza. Siamo invece convinti che la principale forma di organizzazione economica in grado di assicurare benessere materiale e psicologico, coesione sociale, rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali finite sia rappresentata dai sistemi di reciprocità (la reciprocità è, ad esempio, il principio che accomuna tutti i soggetti del terzo settore e che connotava l’economia civile della scuola napoletana e lombarda del XVIII secolo: Genovesi, Verri, Beccaria, Romagnoli, Cattaneo, Muratori).

Il mercato si basa sullo scambio, sulla competizione, sull’espansione infinita dei bisogni e quindi dei consumi. La sua logica è talmente pervasiva da aver incorporato, piegato, la società e le sue istituzioni all’economia. La forma economica, da mezzo per garantire la sussistenza, è diventata fine. E l’uomo il suo mezzo.

La reciprocità, basata sul dono, sulla cooperazione, sulla solidarietà, sulla mutualità già ora produce beni materiali e relazionali la cui evidenza economica è difficilmente percepibile, non esistendo un sistema di contabilizzazione che non sia mediato dalla moneta. Se lo si facesse (e non sarebbe per nulla difficile farlo), siamo convinti che il peso economico di questo sistema già ora sarebbe uguale se non superiore a quello prodotto dal mercato, e senza gravare quest’ultimo delle perdite dovute ai danni sociali ed ambientali che esso produce ed esternalizza. La reciprocità è quindi un sistema sociale ed istituzionale che incorpora l’economia, che la mantiene mezzo e non fine.

La reciprocità già oggi crea beni relazionali ad alto valore sociale aggiunto, compresa la fiducia, senza la quale lo stesso mercato (come ormai avviene sempre più spesso) corre il rischio di trasformarsi in una giungla che non premia i più bravi, i più innovativi ma i più spregiudicati.

L’aumento dei beni relazionali è il primo passo decisivo per ridurre l’attuale propensione ai consumi superflui e compulsivi, ma divenuti necessari per anestetizzare la mancanza di senso delle nostre vite. Basti pensare al peso che ha oggi (anche in termini di sola spesa sanitaria) la depressione, evidente sintomo di tale mancanza di senso, della povertà di relazioni vere, profonde, non strumentali fra le persone.

La reciprocità può allo stesso tempo assicurare la produzione di beni materiali necessari alla sussistenza dell’uomo e del suo ambiente a condizione di avviare un grande processo di trasformazione della nostra organizzazione sociale, economica e territoriale. E’ un compito certamente colossale, ma meno oneroso e rischioso degli effetti delle guerre che la natura, o le nazioni, possono scatenare a causa degli sconvolgimenti climatici o dell’esaurimento delle materie prime.

Poiché non riteniamo di essere utopisti o sprovveduti, ma semplicemente mossi dal principio di precauzione e di responsabilità, condividiamo con molti ormai, la proposta di avviare forme sperimentali di economia solidale, a partire dal territorio in cui viviamo. Gli effetti positivi si possono già apprezzare. Ad esempio, i Gruppi di acquisto solidale, limitandoci a quelli che si sono formati per l’acquisto di beni alimentari, stanno producendo una domanda che incentiva l’offerta dell’agricoltura e della zootecnia biologica locale. Questo processo di formazione di filiere corte (perché avvicinano produttore e consumatore) ha una pluralità di vantaggi di natura sistemica: valorizza le risorse locali, riduce i trasporti di merci e persone, responsabilizza produttori e consumatori, sviluppa forme di convivialità fra le persone.

La nostra azione è quindi orientata a sostenere lo sviluppo sul territorio di queste buone pratiche e di farle interagire affinché diventino progressivamente sistema. Questi sistemi territoriali sono definiti distretti e reti di economia solidale.

Il documento che abbiamo segnalato in premessa descrive, seppur succintamente, il percorso che intendiamo seguire.

 

L’appello

Il processo di conversione della nostra economia, che abbiamo descritto e che responsabilmente cerchiamo di promuovere dal basso, attraverso l’impegno diretto dei cittadini e delle loro forme organizzate, potrà accelerare i suoi tempi di realizzazione ed aumentare la sua efficacia se, parallelamente, troverà appoggio e coerenza nell’azione politico-amministrativa delle istituzioni pubbliche.

Chiediamo pertanto ai candidati e alle loro formazioni politiche:

  • di riconoscere la necessità, per fronteggiare la crisi ambientale e sociale innescata ed alimentata dal sistema economico di mercato, di far progressivamente crescere il sistema di economia solidale;

  • di perseguire tale obiettivo di crescita secondo un’ottica di tipo sistemico e di traguardarlo in un orizzonte non solo di breve periodo. In questo modo sarà possibile immaginare un percorso di programmazione di interventi non episodici della pubblica amministrazione;

  • di coinvolgere i cittadini nei processi programmatori e decisionali, attraverso forme di reale democrazia partecipativa. Perché ciò si realizzi occorre assicurare la massima informazione e trasparenza della pubblica amministrazione, nonché prevedere e sostenere iniziative di autogoverno di servizi che i cittadini possono attivare secondo principi di reciprocità;

  • di orientare le politiche e le azioni dell’intero sistema pubblico e dei suoi enti strumentali a tutela dell’ambiente e dei beni comuni, al risparmio e all’autonomia energetica, all’obiettivo dello “zero rifiuti”, al favorire il massimo sviluppo delle filiere corte per tutti i beni che possono essere prodotti e consumati nel territorio regionale;

  • di riconoscere l’utilità sociale delle buone pratiche e delle loro reti territorialmente organizzate coinvolgendole, al pari delle altre categorie socialmente ed economicamente significative, nelle scelte delle diverse amministrazioni e sostenendole con adeguati strumenti.

 

 

 

i Per ‘buona pratica, si intende un’azione o un’insieme di azioni poste in atto da un soggetto (singolo, famiglia, gruppo informale, associazione, impresa, istituzione pubblica) finalizzata a: migliorare il benessere proprio e di altri soggetti, senza che ciò riduca il diritto al benessere di altri; ridurre i consumi materiali superflui e/o non compatibili con la limitatezza delle risorse, con la salubrità dell’ambiente e della biodiversità, con i diritti delle future generazioni, con i diritti di tutti i popoli ad una vita autonoma e dignitosa; migliorare lo spirito di cooperazione, di solidarietà, di dialogo e di partecipazione, di pace, di sostegno dei più deboli; difendere dal degrado, dall’inquinamento e dalla privatizzazione i beni comuni come aria, acqua, terra, conoscenza; ridurre il condizionamento di persone e gruppi dalla logica pervasiva del mercato. Una ‘buona pratica’ sarà tanto più efficace quanto più essa sarà sistemica, ovvero in grado di determinare il maggior numero di effetti positivi sulle diverse variabili sopra evidenziate. . A tal fine dovrà inoltre: essere un sistema aperto, disponibile a fare rete con altri soggetti che condividono lo stesso orizzonte di economia solidale; favorire la maggior partecipazione democratica dei propri iscritti; considerare la conoscenza, i saperi ed il saper fare, come beni comuni. Esempi di buone pratiche: Gruppi di acquisto solidale, Botteghe del commercio equo e solidale, Associazioni ambientaliste; Istituzioni che attuano progetti per favorire il risparmio energetico, per attuare forme di democrazia partecipativa, ecc.

 

 

 

 

 

4 Aprile - Pordenone - Cine….ambientarsi

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Ecco qua. Passo dai commenti …

Cine…ambientarsi

Incontrandoci anche tra giovani durante questa campagna elettorale, abbiamo deciso di dare vita anche a Pordenone al Network Giovani della Sinistra l’Arcobaleno. Crediamo possa essere un’esperimento importante, sia per metterci in connessione con i tanti altri percorsi che si stanno mettendo in piedi a livello nazionale, sia per provare ad aggregare i ragazzi e le ragazze che anche nella nostra provincia vogliono cominciare a parlare di politica, a Sinistra.

Abbiamo così organizzato un’iniziativa per VENERDI’ 4 APRILE, a partire dalle ore 17.30 in Casa del Popolo a Torre (via Carnaro, 10 Pordenone) sui temi dell’ambiente, utilizzando due film per stimolarci a ragionare un po’ su cosa vogliamo sia il nostro presente e il nostro futuro.

IL PROGRAMMA

ore 17.30 proiezione del film “Una scomoda verità” di Davis Guggenheim (100′) -2006-

A seguire: LIBERO APERITIVO AUTOGESTITO: spazio delle cose che possiamo fare per na regione che sappia coniugare ambiente, diritti delle comunità locali, innovazione.

ore 20.30 circa proiezione del film “L’incubo di Darwin” di Hubert Sauper (104) -2004- Quante volte avete comprato il filetto di persico al supermercato? Sapevate che per farvelo avere fresco e conveniente, hanno distrutto il lago Vittoria, il più grande lago africano? E sapete come viene pagato il persico importato dall’Africa? Con le armi prodotte da noi e vendute ai signori della guerra… Buon appetito!

Par condicio in questo sito?

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Ci mancava l’accusa di violazione della par condicio!

Riporto il commento piuttosto aggressivo trovato qua sotto per poter replicare a chi scrive senza cognizione di causa.

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Leggendo il calendario delle iniziative quì sopra è palese che
1. non si tratta di iniziative di Sinistra Arcobaleno, ma di un solo partito “a vocazione maggioritaria” che si nasconde dietro il paravento della S.A.;
2. che tale partito viola palesemente le regole di pari dignità dei candidati nelle teste di lista che pure S.A. si era data.
Il risultato elettorale forse premierà tali comportamenti sleali, ma sarà la morte certa di ogni speranza di unità a sinistra.

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Un mese fa circa le 4 forze politiche che si riconoscono in SA chiesero la disponibilita’ a prendersi cura del sito regionale per ‘ ravvivarlo’e cercare di farlo diventare uno strumento di scambio di idee e informazioni.

4 compagni (uno per ‘forza’politica) avrebbero dovuto farsene carico. All’incontro ci presentammo in 2, gli altri 2 dispersi (o forse non interessati).

Ora come ora sono rimasta da sola perche’ anche l’altra compagna,presente all’incontro e’ desaparecida.

Ricevo e pubblico tutto quello che mi viene mandato. Non faccio differenze tra ‘forze’ politiche, non mi domando chi mi manda cosa.

Sono a disposizione di TUTTI.

Certo e’ che particolarmente attivi sono alcuni compagni di Udine e Gorizia. Nulla ho mai ricevuto da Pordenone e Trieste.

Alcune ‘forze’ politiche sono assolutamente latitanti: non inviano alcuna informazione per questo sito ma solo al sito del ‘loro’ partito.

Last but not least: secondo me c’e’ un difetto di comunicazione ovvero forse poco o niente e’ stato fatto per diffondere e pubblicizzare questo sito e la sua attivita’.

Io sono sempre a disposizione, ripeto. Leggo tutti i commenti e se volete mandarmi contributi, chiedete e vi mandero’ in privato l’indirizzo mail a cui inviare.

8 Aprile - Cervignano

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Iniziative programmate Provincia di GORIZIA 6-11 Aprile

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In linea di massima …..

Domenica 6/4 ore 11:30 Villesse Sala Civica Palazzo Ghersiach incontro con l’On. Sabina Siniscalchi candidata alla Camera con la Sinistra Arcobaleno.

Martedì 8/4 ore 09:00 Mercato a Gradisca con comizio?

Martedì 8/4 ore 12.30 Il Ministro PAOLO FERRERO sara’ alla Fincantieri a Monfalcone

Mercoledì 9/4 ore 09:00 Mercato con comizio a Monfalcone, ore 11:00 mercato con comizio Ronchi dei Leg.?

Giovedì 10/4 ore 10:30 volantinaggio e comizio a Gorizia al Mercato (giardini)

Venerdì 11/4 ore 11:00 volantinaggio e comizio al mercato di Cormons

Tematiche eticamente sensibili

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Da Tiziano Sguazzero (Candidato SA al Comune di Udine):

TIZIANO SGUAZZERO, docente di Storia e filosofia presso il Liceo classico “J. Stellini” di Udine. Ha orientato la propria attività di ricerca nell’ambito della storia contemporanea e, successivamente, in quelli dell’etica filosofica, dell’etica biomedica e dell’etica ambientale. Ha promosso numerosi corsi di formazione sui temi più rilevanti del dibattito bioetico e pubblicato diversi contributi su «Edizione», rivista della Sezione Friuli Venezia Giulia della Società filosofica italiana, e su «Bioetica», rivista della Consulta di Bioetica. Ha curato e steso le introduzioni al volume «L’uomo e le malattie nella società del rischio”, di prossima pubblicazione per la casa editrice “Vicolo del Pavone”.

La Sinistra l’Arcobaleno, una sinistra che unisce non solo sul terreno dei bisogni materiali ma anche su quello dei valori della laicità, del pluralismo e della tolleranza.

 

I temi dei diritti civili e le questioni che si è soliti definire eticamente sensibili sono passati in secondo piano in una campagna elettorale dominata, per motivi più che comprensibili, dalle questioni economiche e sociali: insicurezza e mancanza di adeguate forme di protezione sociale dei lavoratori precari, livelli scandalosamente bassi delle retribuzioni e dei trattamenti pensionistici, scelte dolorose per la compagnia di bandiera sull’orlo del fallimento.

La campagna elettorale dell’aprile 2008 rischia di essere - sia per l’attenzione dei media focalizzata soltanto sulle prese di posizione dei candidati premier sia per il fatto che vengono affrontate fondamentalmente solo le questioni relative alla condizione materiale dei cittadini – una campagna in cui le opzioni pluralistiche sui valori e i diritti vengono oscurate, non consentendo di capire quale potranno essere nel prossimo Parlamento le scelte dei partiti politici su problemi rilevanti come l’aborto, il divorzio, le procreazioni medicalmente assistite, le direttive anticipate di trattamento o testamento biologico, il riconoscimento delle coppie di fatto, la natura dei limiti da porre alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, la laicità dello Stato.

Il Partito democratico evita accuratamente di intervenire su queste questioni, troppo importanti e delicate – si afferma con una buona dose di ipocrisia – per essere affrontate in una compagna elettorale. Ed evitano di intervenire (o vengono tacitati) gli esponenti dei “radicali italiani” ospitati nelle liste del PD e lo stesso prof. Umberto Veronesi, capolista al Senato per il PD in Lombardia, che ha condotto battaglie incisive per il riconoscimento del diritto della persona umana all’autodeterminazione per quanto concerne l’accettazione o il rifiuto delle cure nella fase conclusiva della propria esistenza.

Le competizioni elettorali non sono fatte soltanto per fare promesse di benessere e crescita sul piano economico (forse incaute, certamente tardive), ma anche per mostrare quale sia il profilo che le forze politiche intendono pubblicamente assumere sui principali problemi della società complessa in cui viviamo. Il cittadino ritengo debba attribuire maggiore importanza alla caratterizzazione delle forze politiche piuttosto che ad astratti punti programmatici che si prestano ad essere piegati (reinterpretati) a seconda delle circostanze senza che gli elettori possano – con gli strumenti di cui dispongono – fare molto per orientare le scelte dei gruppi parlamentari.

La Sinistra l’Arcobaleno sarà certamente in Parlamento un saldo presidio per la laicità dello Stato, non solo per averla definita nel proprio programma “un bene non negoziabile” e per il fatto di ritenere che le libertà individuali e collettive possono crescere solo in uno Stato laico, ma anche e soprattutto per aver sostenuto nelle passate legislature iniziative coraggiose sul piano legislativo, referendario e dell’orientamento dell’opinione pubblica tese a modificare la pessima legge n. 40 sulla procreazione medicalmente assistita, a introdurre anche in Italia le direttive anticipate di trattamento, a dare pubblico riconoscimento alle forme di convivenza diverse dal matrimonio, a introdurre nel nostro ordinamento norme che perseguano tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale.

Queste giuste battaglie di civiltà per l’affermazione dei diritti del soggetto sul proprio corpo sano e malato (anche per il diritto di morire con dignità senza indebite forme di somministrazione di cure che il soggetto rifiuta o che preventivamente ha dichiarato di non volere) sono obiettivi che senza difficoltà possiamo definire “liberali” e che una “Sinistra delle libertà individuali e collettive” è chiamata a difendere con grande determinazione nel momento in cui le forze che si autodefiniscono tali (senza esserlo) propendono per soluzioni normative che non riconoscono la pluralità dei modelli etici presenti nella nostra società e spesso indulgono, per puro calcolo elettorale, a derive di tipo clericale. La Sinistra guarda con simpatia al riconoscimento del principio di autodeterminazione del paziente nel nuovo Codice di deontologia medica del dicembre 2006 e al documento approvato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici in tema di contraccezione, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza e assistenza ai nati prematuri nel febbraio scorso. In esso si sostiene che non va ostacolato con limitazioni pretestuose il diritto della donna a fruire del “contraccettivo d’emergenza”, della cosiddetta pillola del giorno dopo, per prevenire gravidanze indesiderate e un probabile successivo ricorso all’aborto. Viene inoltre espresso nel documento un giudizio negativo sui vincoli previsti dalle linee guida della legge 40/2004 alle diagnosi preimpianto sull’embrione, anche nel caso in cui la coppia sia portatrice di malattie ereditarie, e sull’obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti (fino a tre), anche degli embrioni malati, unito alla sola possibilità di rinunciare alla prosecuzione della gravidanza, nel caso in cui venga accertato dopo l’impianto quello che si sarebbe potuto verificare prima. Del resto una recente sentenza del Tribunale di Cagliari ha riconosciuto a una coppia portatrice di beta-talassemia il diritto di conoscere preventivamente la natura sana o malata dell’embrione prima dell’impianto.

Alla natura astrattamente ideologica delle leggi volute dal centro-destra nella XIV legislatura va sostituita – come suggerisce lo stesso Ordine dei Medici – una visione più equilibrata che tenga conto di tutti gli interessi e dei valori coinvolti nelle pratiche mediche, in particolare del principio di autodeterminazione del cittadino fondato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e su una informazione puntuale, completa e tempestiva relativa a tutte le opzioni terapeutiche, che talora non possono andare oltre il nobile scopo di alleviare la sofferenza dei malati per i quali non vi è speranza di guarigione. Non possiamo non ricordare i casi di Piergiorgio Welby e di Luca Concioni, che stanno a testimoniare l’esistenza di situazioni nelle quali il paziente si sente “prigionerio” del proprio corpo e non vuole che la moderna medicina si adoperi per prolungare quella che, dal punto di vista psicologico, gli appare un’agonia protratta oltre misura. In questi casi meritano di essere prese in considerazione le richieste del paziente di esaudire la sua volontà di non impedire la inevitabile progressione dell’organismo verso la morte. Il quadro normativo italiano è drammaticamente in ritardo rispetto a quello di altri Paesi europei, ad esempio rispetto alla legge francese sui diritti del malato e la fine della vita, approvata nel 2005, e vista con favore dallo stesso cardinale Carlo Maria Martini. Essa prevede la possibilità per il paziente che si trova nella fase terminale di una patologia grave e incurabile di richiedere la sospensione o la limitazione di qualsiasi trattamento e contempla inoltre la possibilità di redigere direttive anticipate di trattamento, di cui il medico deve tener conto per ogni decisione d’indagine, intervento, trattamento.

La nuova sfida per la laicità in società nelle quali gli individui si sentono sempre più insicuri di fronte all’ampio spettro d’applicazione delle biotecnologie, potrà essere vinta soltanto se l’etica pubblica non si confonde con le singole moralità private e soltanto se ciascun uomo e ciascuna donna saprà esprimere autonome valutazioni morali fondate su argomentazioni razionali e sui risultati (sempre soggetti a revisioni, mai assunti dogmaticamente) a cui è pervenuto il pensiero scientifico e, al tempo stesso, si impegnerà a costruire un ethos comune, anche con coloro che hanno diverse concezioni antropologiche.

Accanto ai diritti negativi “liberali” – diritti che richiedono che non vengano invase dagli altri determinate aree o sfere di autonomia di ciascun soggetto – la Sinistra è impegnata a difendere, con altrettanta determinazione, i diritti positivi “sociali”, che chiamano in causa l’intervento del potere pubblico nella sanità, considerando come irrinunciabile il principio di effettiva eguaglianza di accesso ad appropriate cure della salute. Va superato il paradigma convenzionale che considera la malattia soltanto come conseguenza degli agenti patogeni o di predisposizioni genetiche e vanno tenuti in massima considerazione i “determinanti sociali” della salute. Bisogna agire su di essi per prevenire disturbi e malattie, distribuire nel modo più equo possibile le risorse a favore della prevenzione delle malattie e della medicina curativa e mettere in grado i malati di saper gestire le terapie e le cure.

 

Tiziano Sguazzero

 

BUDOIA - 31 Marzo - Fulvia Bandoli

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Lunedì 31 marzo, alle ore 20.30, presso la sala consiliare del Comune di Budoia, si terrà una conversazione - dibattito dal titolo: La terra ci è stata data in prestito. Proposte per un futuro sostenibile.
Interverrano all’incontro il Sindaco di Budoia Antonio Zambon, e l’on. Fulvia Bandoli, della segreteria nazionale di Sinistra Democratica.
Saranno inoltre presentati i candidati alle elezioni regionali della lista La Sinistra l’Arcobaleno.

Senza parole …

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In difesa della 194

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Cussignacco - 29 Marzo

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c’è bisogno di sinistra….

SABATO 29 MARZO ore 15.00

sala della 5° Circoscrizione

CUSSIGNACCO - via Veneto 164

la popolazione incontra i candidati

de LA SINISTRA L’ARCOBALENO

per il COMUNE DI UDINE,

la Provincia e la Regione.

per ascoltare e proporre soluzioni ai problemi della zona e della città

Intervengono :

Diego TRAVAN,

candidato a Presidente della Provincia

Elisa DREOSTO, Andrea SANDRA, Kristian FRANZIL

e gli altri candidati

SARA’ INOLTRE PRESENTE

L’ Europarlamentare

PASQUALINA NAPOLETANO

vicepresidente del Partito Socialista Europeo

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