Assemblea provinciale SD Trieste - Muggia - 14 Giugno

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ASSEMBLEA PROVINCIALE TRIESTINA DI SINISTRA DEMOCRATICA P.S.E. -
MUGGIA (Sala Millo, p.zza Repubblica 4), 14 GIUGNO 2008, ore 10

Anche a Trieste il movimento nato da quella che fu la sinistra interna al Partito dei Democratici di Sinistra si appresta a confrontarsi nella propria assemblea provinciale, in vista dell’appuntamento nazionale di fine mese.
A Trieste SD ha contribuito a far ottenere alla lista unitaria della sinistra un risultato quasi doppio alla media nazionale ed il più alto in Regione; è inoltre rappresentata in consiglio provinciale da Fabio Vallon e da Walter Bastiani nel consiglio della III circoscrizione di Trieste. Il coordinamento provinciale del movimento è da ottobre 2007 curato da Emanuele Zaia, succeduto a Fulvio Vallon, che da quel momento si è occupato esclusivamente di SD regionale FVG.
Trieste è la prima provincia in Regione che va all’assemblea, Pordenone, Gorizia ed Udine seguiranno nel fine settimana successivo. I lavori dell’assemblea provinciale si terranno tra le 10 e le 13.30 in sala Millo a Muggia; dopo l’introduzione del coordinatore provinciale seguirà il dibatto nel quale porteranno i loro saluti il Sindaco di Muggia e i rappresentanti delle altre forze politiche. Alle 12.30 le votazioni su delegati e documenti congressuali, a seguire le conclusioni di Guido Galardi, del direttivo nazionale SD. Novità inconsueta rispetto ad occasioni simili, è la possibilità anche per i non iscritti di partecipare al dibattito con la possibilità di prendere parte anche alle operazioni di voto avendo dimostrato il proprio interesse con un versamento di euro 5 in favore del movimento, operazione realizzabile direttamente all’assemblea.

Assemblea provinciale SD GORIZIA - 21 Giugno

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Dopo il risultato elettorale del 13/14 aprile, si rendono assolutamente necessari ed urgenti una ripresa ed un rilancio dell’iniziativa politica e programmatica di Sinistra Democratica.

 

Noi pensiamo che la sinistra sia ancora ben viva nella società, nella cultura, nei valori in cui credono tanti uomini e donne di questo Paese: questa parte dell’Italia ha bisogno di una coerente rappresentanza politica. Sinistra Democratica resta al servizio di questo progetto.

 

In vista dell’Assemblea Nazionale del movimento, in programma alla fine del mese di giugno e che avrà come punti all’ordine del giorno il rilancio della nostra iniziativa, l’approvazione di un documento politico-programmatico, l’approvazione dello statuto, l’elezione degli organismi dirigenti,

 

viene convocata

 

L’ASSEMBLEA PROVINCIALE

 

che avrà luogo a Monfalcone, presso la Casa Albergo,

 

in Via Crociera 14

 

SABATO 21 GIUGNO – ORE 10.00

 

Assemblea provinciale SD UDINE - 21 Giugno

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CAMPAGNA “E.MAIL” PER L’ASSEMBLEA DEL 21 GIUGNO.- ENAIP ORE 15.00 -

 

Tutti coloro i quali desiderano esprimere un loro pensiero, un parere, sull’Unità della Sinistra, o sul futuro della Sinistra, o comunque cosa si aspetta da una Nuova sinistra può scrivere una mail che può dare un contributo al dibattito per l’assemblea del 21 giugno ma soprattutto per mandare poi queste nostre opinioni all’assemblea nazionale che si terrà a fine giugno.

 

Se ritenete allargate questa modalità a tutti coloro i quali pensate possano essere interessati. Comunicate pure loro la mia mail,  Roberta Degano <robbie.mail@inwind.it> , io volentieri raccolgo tutte le mail che arriveranno e le “leggeremo”, per i loro contenuti, alla nostra assemblea.

Penso possa essere anche questo un modo per coinvolgere tutti nel modo più ampio possibile.

 

………….buon lavoro a tutti.

 

Continuiamo in questo difficile ma “interessante” processo Unitario.

 

 

 

Ne’ Ferriera ne’ Nucleare

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Mi spiace moltissimo ma ero assente per alcuni giorni per cui pubblico in ritardo questo intervento inviato per conto di Alessandro Metz Federazione dei Verdi.

Manifestazione venerdì 6 giugno: né Ferriera né Nucleare

Mi sembra evidente, semmai ce ne fosse stato bisogno, che l’allarme derivato
dall’incidente a Krsko pone ancora con più forza la questione ambientale nei
nostri territori.
Stiamo assistendo alla corsa, da parte dei governi, alla rassicurazione e
alla minimizzazione di quanto successo, mentre sappiamo bene che solo con il
tempo riusciremo a sapere effettivamente cosa sia successo e che tipo di
ricadute questo incidente possa avere sulla nostra salute e sull’ambiente.
Dallo spegnimento della centrale serviranno alcuni giorni per verificare il
guasto, cosa lo abbia prodotto e gli effetti reali, ma soprattutto, vista la
pioggia di questi giorni, non possono essere rilevate eventuali emissioni
radioattive a Muggia o a Trieste, nonostante sindaci e regione si sprechino nel
comunicarci che fosse tutto uno scherzo.
Non è uno scherzo, né quanto successo ieri, né tantomeno le parole, di solo
poche settimane fa, di Renzo Tondo e di Ferruccio Saro che approvando la svolta
nuclearista del nuovo Governo Berlusconi, tra l’altro appoggiata dalla quasi
totalità dell’opposizione parlamentare, annunciavano la volontà di diventare la
prima regione in Italia con una nuova Centrale Nucleare. Sia ben chiaro, va
chiusa Krsko, non va aperta una nuova a Monfalcone o a Trieste.
Tutto questo mi sembra significativo del disprezzo verso l’ambiente e nei
confronti dei cittadini che vi abitano, da parte di chi dovrebbe governarci
tutelando invece la nostra salute e l’ambiente in cui viviamo.
La manifestazione di domani, diventa quindi uno dei primi momenti in cui far
sentire le molte voci che invece ritengono di non sottomettersi alle lobby
energetiche e speculative e a chi da queste nel mondo della politica riceve
ordini.
Una manifestazione che partendo dall’inquinamento della Ferriera di Servola
parli della nostra città e di tutti gli abusi che questa subisce per soddisfare
gli appetiti di grosse multinazionali o le “piccole imprese edili” amiche del
signorotto di turno.
Basta con le burle da apprendisti stregoni, che giocano con rigassificatori e
centrali nucleari, con impianti industriali altamente inquinanti o “trafori” ad
alta velocità, sempre coperti e protetti da servizievoli Agenzie Regionali di
Protezione Ambientale o Aziende Sanitarie Locali che mai si assumono la
responsabilità di andare contro il manovratore, sia esso Illy o Tondo. Per
questo è importante la manifestazione di domani, sapendo però che sarà solo la
prima di una lunga serie.

Alessandro Metz
Federazione dei Verdi FVG

Intervento S.Pustetto - F.Vallon (SD)

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PER UN PASSO AVANTI

 

Senza dubbio la sconfitta della Sinistra Arcobaleno è stata bruciante.

Ad un mese dalle elezioni, le ragioni di quella bocciatura ci appaiono sufficientemente chiare.

Tra astensioni, richiamo al voto “utile” ed altro ancora, almeno 2.500.000 di elettori potenziali di Sinistra Arcobaleno hanno deciso di votare diversamente da quanto avevano fatto appena due anni prima.

Col voto, si è materializzata una rottura non solo con il senso comune delle persone, ma con la realtà di un paese profondamente cambiato.

Nonostante tutto questo, intravediamo qualche speranza e conseguentemente riteniamo che, più che continuare ad interrogarci sul perché si è arrivati ad un risultato tanto grave (sono già state scritte pagine e pagine…), si tratti – oggi – di fare le scelte più giuste per andare avanti.

Ripartire rischia di essere difficile, ma non è impossibile.

Non sarà facile, ma come sono andati altrove quei - ed altri - voti, potrebbero tornare a sinistra, ma vanno riconquistati e per farlo, oltre alle analisi, serve una politica che sia rappresentanza, insediamento, comunità; serve la sua efficacia, l’efficacia delle risposte alle nuove domanda di una società cambiata.

Diversamente, la ”libera uscita” potrebbe diventare definitiva.
La crisi di Sinistra Arcobaleno potrebbe esser mortale, bisogna saperlo, ma si può provare a superarla. Ed intendiamo provarci.

 

Non ci è piaciuta e non abbiamo condiviso la vecchia pratica della presa di distanza dalla sconfitta, iniziata già il giorno dopo il voto ed ancora in corso.

Continuiamo a pensare che, senza una speranza come la costruzione di una nuova forza politica unitaria a sinistra, il ripiegamento sarebbe terribile, anche se è certo che, per arrivare a rilanciare il progetto, i passaggi vanno esaminati e discussi.

Ma nella discussione che si deve fare è bene provare a mettere un po’ di ordine e tentare, possibilmente insieme, di definire le proposte conseguenti.

Sinistra Democratica per il socialismo europeo del Friuli Venezia Giulia ha subito dichiarato l’intenzione di voler dare vita, nel nuovo Consiglio regionale, al gruppo de “la Sinistra l’Arcobaleno” che, oltre alle rappresentanze istituzionali elette (che sono plurali e non “monocolore”), coinvolga la sinistra diffusa che esiste, anche quella che ha scelto di non votarci, offrendole responsabilità e sovranità sul processo – irrinviabile – di costruzione della sinistra, affinché sia possibile dare fiducia e speranza ai militanti, a 32.041 elettrici ed elettori, alle cittadine e ai cittadini che abbiamo incontrato nel corso della campagna elettorale.

 

La Sinistra Arcobaleno ha, certo, commesso molti errori.

Anche in Friuli Venezia Giulia laddove, comunque, raddoppia i consensi rispetto al voto politico ed esce, dalla consultazione, con un risultato inferiore alle attese ma “viva e vegeta” ed ancora, elegge ad Udine due consiglieri comunali, “nomina” un assessore, porta in consiglio provinciale una propria rappresentanza.

Pensiamo, fondamentalmente, che la Sinistra Arcobaleno sia stata poco credibile perché abbiamo continuato ad interpretare il malessere sociale, la povertà diffusa di milioni di italiani con la categoria semplificatoria di “classe” senza comprendere che questa povertà è trasversale, affligge ceti medi e piccola borghesia, operai e salariati. In quella povertà non c’è una classe ma l’insicurezza sociale e la precarietà esistenziale che ha profondamente modificato il senso comune del paese. Solo che negli ultimi quindici anni, mentre il paese precipitava lungo la china delle nuove paure e dei nuovi nemici, noi siamo rimasti a guardare, lasciando alle forze più conservatrici il compito di interpretare e assecondare questo nuovo, devastante senso comune.

 

Ed ancora, purtroppo, Sinistra Arcobaleno invece d’essere la prima prova di un nuovo soggetto politico di sinistra, nelle pratiche dei soci fondatori, nel gioco delle reciproche diffidenze, nella vetustà dei linguaggi, non è stata un soggetto politico, e tanto meno nuovo: è stata solo un cartello elettorale.

 

Senza dubbio, partire di nuovo rischia di essere difficile, ma non è impossibile se si riparte dall’idea forte e necessaria di una nuova Costituente della Sinistra. SD lavorerà perché questa sia un progetto largo, inclusivo, non autistico. Vero, fuori dal mito e dalle sovrastrutture dell’unità di tutte le sinistre possibili. Una costituente di sinistra ha senso se si ripensa con onesta concretezza all’identità stessa della sinistra, alla sua capacità di porsi come motore di rappresentanza e di trasformazione non più di un paese virtuale ma di questo disperato e reale paese in cui viviamo.

 

Ed ancora: Sinistra Democratica vuole lavorare, lavorerà, in autonomia e senza sindrome di autosufficienza né culturale, né politica, alla costruzione di un nuovo centrosinistra per il governo del paese. Questo vuol dire superare il concetto di una sinistra e di un Partito democratico, ciascuno per sé autosufficiente: in quella autosufficienza, già bocciata dal voto degli elettori, non c’è una scelta politica: c’è solo una fuga. Un nuovo centrosinistra, dunque, che nulla della vecchia esperienza dell’Unione abbia in sé. Superando, da parte nostra, la ridicola contrapposizione tra sinistra di governo e di opposizione, perché siamo certi che non esiste una sinistra che sia sempre di governo o sempre di opposizione: la sinistra sta dove gli elettori le hanno offerto di stare, conservando sempre la cifra della propria coerenza e dei propri obiettivi.

 

Sappiamo che tutto ciò, un nuovo cantiere a sinistra e un diverso rapporto con il PD, pretende anche da Sinistra Democratica la capacità di definire se stessa, il proprio contributo, il proprio orizzonte politico di riferimento. Con la nostra autonomia intendiamo stare dentro questo cantiere, al quale invitiamo quanti hanno condiviso, nello specifico nella nostra Regione, l’esperienza della Sinistra Arcobaleno. Tenteremo di tenere aperta, ancora, quella esperienza.

Con la nostra autonomia, con il nostro profilo, proponendo a Rifondazione Comunista, al Pdci, e ai Verdi del Friuli Venezia Giulia una sede comune di discussione e confronto politico sul da farsi, sull’opposizione da costruire, un luogo pubblico, aperto, allargato, disponibili a contaminandoci con percorsi e storie diverse – dando rappresentazione di una nuova, possibile sinistra che sappia parlare a una parte vasta e attenta della comunità regionale e del paese.

Al tempo stesso, con la stessa autonomia, con lo stesso profilo, in Consiglio regionale, intendiamo aprire con il Pd un dialogo basato su posizioni di reciproco rispetto e autonomia, preso atto che con il 30% non può certo pensare di poter puntare a governare, di nuovo, il Friuli Venezia Giulia.

 

Con la nostra autonomia, con il nostro profilo, con le forze della Sinistra Arcobaleno e sulla base del programma di Intesa Democratica nel quale va (quasi) tutto bene e nel suo gruppo consiliare regionale che gli elettori hanno scelto.

Un gruppo consiliare nel quale non ci sono padroni di casa.

 

 

Stefano Pustetto, consigliere regionale de la Sinistra l’Arcobaleno

Fulvio Vallon, coordinatore regionale di Sinistra Democratica per il socialismo europeo

 

13 maggio 2008

 

Attivo provinciale SD Trieste

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Comitato provinciale SD di TRIESTE

 

E’ convocato lo

ATTIVO PROVINCIALE DELI ISCRITTI

aperto alla libera partecipazione di tutti quanti interessati

 

in data

MERCOLEDI’ 30 APRILE 2008 ALLE ORE 18.00

 

presso il

BAR 2010, via Colombara di Vignano, 3 a MUGGIA (TT bus 47).

 

con all’ordine del giorno:

  • analisi e valutazioni del voto politico e regionale;

  • prospettive future di Sinistra Democratica e de

  • La Sinistra, l’Arcobaleno.

 

 

 

Introdurrà:

Emanuele Zaia, Coordinatore provinciale SD;

 

Concluderà:

STEFANO PUSTETTO, Consigliere regionale de “La Sinistra, l’Arcobaleno”.

 

 

 

 

Informazioni di servizio

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Fino a prova contraria SA vive ancora e fino a prova contraria io continuo  e continuero’ a pubblicare tutto cio’ che mi invierete.

Sono a disposizione delle 4 componenti e se volete mandare qualcosa, chiedetemi l’indirizzo mail che saro’ lieta di mandarvi in privato.

Informo pero’ che saro’ assente e non raggiungibile dal 1 al 9 Maggio.

Vi saluto con un cenno agli avvenimenti del pomeriggio:   pur constatando con piacere il successo di Honsel a Udine, mi preoccupo per la vittoria ormai ben definita di un fascista  a Roma.

Esecutivo regionale Sinistra Democratica FVG - 23 Aprile

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Documento approvato dall’Esecutivo regionale di Sinistra Democratica del Friuli Venezia Giulia

Ronchi dei Legionari, 23 aprile 2008

 

 

1. Il Popolo delle libertà e la Lega stravincono le elezioni, il Pd resta inchiodato a oltre nove punti di distanza , Berlusconi torna al governo, “la Sinistra l’Arcobaleno” subisce una sconfitta storica e per la prima volta non entra in Parlamento. In Friuli Venezia Giulia, Intesa Democratica è sconfitta, Renzo Tondo è il nuovo Presidente della Regione.

Siamo stati penalizzati dall’appello ossessivo al voto utile (tanti elettori di sinistra hanno votato Pd illudendosi di poter battere Berlusconi ma il loro voto non è servito) e dall’astensione di un’altra parte delusa, per esempio, dall’operato del Governo Prodi appoggiato anche dalle forze di sinistra.

Questi elementi però non spiegano una sconfitta tanto bruciante maturata nell’ultimo anno, e che tanto deriva da nostri enormi e persino incredibili errori. Serve avviare una riflessione seria sulle motivazioni del risultato elettorale, con grande onestà intellettuale e coraggio politico nella consapevolezza che tutto è cambiato e che si impone una scelta collettiva e personale che rimotivi l’impegno per il rinnovamento della sinistra. Servirà dirsi tutto quello che pensiamo…e poi, finite le critiche e le invettive, rimettiamoci in cammino; ripartendo dal territorio, dai gruppi unitari che si sono formati in tante realtà, dalle associazioni che sono disponibili, dagli eletti nei comuni, nelle province e in Regione. Costruendo attorno a loro partecipazione , legame con i territori e discussione politica.

2. Per parte nostra - Sinistra Democratica - traiamo dagli esiti delle campagne elettorali – quella nazionale e quella regionale, troppo segnata dai temi nazionali e che ha impedito una valorizzazione dei risultati del buon governo della amministrazione Illy – la convinzione che, per le sorti del nostro Paese, di fronte alla netta vittoria della destra, costruire la presenza ed il radicamento della sinistra – anche in Friuli Venezia Giulia – sia irrinunciabile.

3. Siamo da subito al lavoro nelle città e nelle province della Regione affinché sia possibile dare fiducia e speranza ai militanti, agli elettori ed alle elettrici, alle cittadine e ai cittadini, che abbiamo incontrato nel corso della campagna elettorale, che ringraziamo per l’impegno speso e per i 32.041 voti a “la Sinistra l’Arcobaleno” che hanno determinato, peraltro, l’elezione in Consiglio Regionale di Stefano Pustetto, espressione del Movimento e un buon risultato per i candidati di Sinistra Democratica anche nelle circoscrizioni elettorali di Tolmezzo e di Pordenone.

A tutti questi elettori e ai tanti che, delusi, si sono allontanati anche dal voto, chiediamo di essere con noi per costruire insieme un progetto per il Friuli Venezia Giulia e per il Paese.

4. Ci rivolgiamo alle altre forze politiche della sinistra, impegnate come noi in una discussione approfondita che pienamente rispettiamo e le sollecitiamo a compiere, ognuna nella propria autonomia, passi decisivi nella direzione di un processo unitario che ora più che mai non può conoscere battute d’arresto.

5. Per questo, intendiamo dare vita, nel prossimo Consiglio regionale, al gruppo de “la Sinistra l’Arcobaleno” che, oltre alle rappresentanze istituzionali elette, coinvolga la sinistra diffusa che esiste, anche quella che ha scelto di non votarci, offrendole responsabilità e sovranità sul processo – irrinviabile – di costruzione della sinistra.

6. Siamo da sempre consapevoli che tale processo non possa avvenire se insieme alle forze politiche non entrano in gioco i tanti e i diversi soggetti di una sinistra diffusa, presente nel territorio e ricca di esperienze e di partecipazione democratica.

7. Ognuna di queste realtà – e noi per primi – deve ora mettersi al lavoro affinché in un percorso costituente, da aprire subito, si definiscano valori, contenuti, programmi di un progetto che ha come obiettivo la costruzione di una sinistra in Italia nell’insieme delle sue fondamentali culture politiche, ispirata ad un nuovo socialismo e forte di una cultura di governo capace di interpretare e raccogliere le sfide che il Paese ha di fronte.

8. Sul piano politico regionale ci sentiamo positivamente vincolati al programma sottoscritto da Intesa Democratica. Resta, questo, un programma avanzato e di progresso, sulla base del quale abbiamo assunto impegni con gli elettori e sul quale abbiamo ottenuto un certo consenso e che può ben rappresentare, anche dall’opposizione, la base sulla quale ricostruire una nuova alleanza di centrosinistra capace di contrastare la destra.

9. Nei prossimi giorni, in queste ore, ci aspetta un appuntamento importante: il ballottaggio che interesserà la città di Udine. L’esperienza politica maturata in questi anni va difesa e rafforzata. Rivolgiamo pertanto un appello forte alle donne e agli uomini della sinistra tutta per recarsi alle urne, votare Furio Honsell, impedire alla destra di conquistare il governo della città.

10. Ogni nostra realtà territoriale è impegnata a convocare, nelle prossime settimane, assemblee pubbliche e aperte al contributo di quanti interessati nelle quali, oltre a compiere un esame del voto, a porre le condizioni per un rilancio immediato della nostra iniziativa politica ed aprire una discussione sulle prospettive politiche della sinistra in Friuli Venezia Giulia e nel Paese.

Che dire?

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Prevengo critiche e mugugni come quello di Francesca che si lamenta perche’ dal 12 (!) Aprile (!) (mica dal 12 Febbraio) in questo sito non si scrive niente, pensando forse che questo sito sia gestito da robots e informo che causa lavoro (si’ i robots lavorano per guadagnarsi il pane) saro’ assente fino a domenica. Per cui non garantisco che sarranno pubblicati commenti e men che meno posts. Non e’ una fuga strategica: lavoro nel settore del mobile e saro’ a una fiera a Milano. So che non ve ne frega niente ma e’ per prevenire appunto astiosi attacchi e stupidi commenti. Non ho altro da dire se non pubblicare un commento al voto di Gianni Zagato.

Una sola vittoria, due diverse sconfitte.

La sorpresa è forte, dura. Crea sgomento, incredulità. Il ragionamento politico, quello che affronta il nodo dell’analisi di una sconfitta elettorale netta, per un momento viene dopo. Prima di tutto c’è il sentimento comune di tante donne e uomini che si pongono una domanda: e ora cosa sarà? Non è una domanda qualunque e non c’è una risposta immediata. E’ la prima volta, nella storia politica repubblicana, che la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare, né alla Camera né al Senato. C’è qualcosa di drammatico, di unico nel panorama europeo. Nessuno in questo modo l’aveva previsto, noi stessi non l’avevamo messo nel più negativo dei conti. La politica si intreccia con qualcosa che va oltre i suoi confini, qualcosa che riguarda ciò che comunemente chiamiamo vita. La vita di quelle persone che pensano la politica, sempre, come razionalità e passione insieme, costruzione di relazioni e di conflitti e compromessi, tempo speso per dare senso a un’idea, rendere concreto un progetto comune. Vita e politica, a sinistra, sono sempre state molto vicine, intrecciate. Per questo la domanda – ora cosa sarà – va nel profondo di ognuno di noi. E ci costringerà a ragionare a lungo per giungere ad una risposta. Oggi siamo davanti ad alcuni fatti inequivocabili e come tali vanno detti e studiati. Tre su tutti. La netta vittoria di Berlusconi e della destra, la sorpresa delle dimensioni della nostra sconfitta elettorale, il cumulo di errori politici in soli sei mesi della guida veltroniana del partito democratico.
La vittoria della destra smentisce l’idea, da tutti ritenuta possibile, di un pareggio e dunque di uno stallo, al Senato. La maggioranza di Berlusconi è ampia alla Camera e superiore alle previsioni al Senato. Certo, determinante è il dato della Lega, ritornata al consenso dei suoi primordi. E bisognerà scoprire che ne è di Alleanza nazionale. Ma se il patto tra loro tiene, dispongono di una maggioranza per governare altri cinque anni. Forse neppure Berlusconi, almeno annusando alcune preoccupazioni che venivano da lì negli ultimi giorni di campagna elettorale, sperava tanto. Se reggeranno, non inciampando in nuove divisioni, governeranno con la filosofia del libro di Tremonti in testa alle classifiche di vendita. Critica di fondo all’idea di globalizzazione e per ricetta il protezionismo di fine ottocento.
Noi siamo di fronte ad una sconfitta che mai si è conosciuta in queste dimensioni. Le ragioni vanno prima di tutto cercate dentro di noi e non sono circoscrivibili tutte e solo nel volgere breve di questa campagna elettorale. C’è un filo lungo che riguarda il nodo tra la sinistra e la società nell’arco di questi ultimi decenni, in tutta Europa e particolarmente in Italia. Riguarda la politica, la cultura, l’organizzazione del campo storico della sinistra. C’è poi, acuto, il senso di un’esperienza di governo nata tra forti aspettative e rivelatasi troppo presto priva di una missione capace di indicare una sfida alta al declino che il paese attraversa. Infine, il precipitare di una crisi che toglie tempo e spazio alla messa in atto di un processo unitario. Lo stesso queste ragioni, solo accennate, risultano ancora insufficienti a dare conto di una dimensione della sconfitta fino a oggi inimmaginabile. Ora per noi la domanda è netta e drammatica. Cosa si fa della sinistra di domani. Ci vorrà una diversa nozione del tempo, della semina, della costruzione di qualcosa di inedito. Ma costruire è ora drammaticamente ancor più necessario.
Resta lì, da solo, col suo inutile dato fermo al palo, chi ha cominciato proprio affermando l’orgoglio di correre da solo. Una scelta di puro egoismo politico. Tra la difficile ma necessaria strada di ricostruire un nuovo centrosinistra per il governo dell’Italia e l’orgoglio della propria presunta autosufficienza, si è scelta questa via oggi rivelatasi perdente e priva di alcun sbocco. Una manciata di voti in più della somma ds e margherita di due anni fa, al netto dell’apporto che pura qualcosa avrà pesato dei radicali. Tutto qui? Ne valeva la pena? Aprire un solco a sinistra, rifiutando a priori qualsiasi alleanza per il governo, ingenerare l’equivoco – oggi evidentissimo – del voto utile, rievocare l’umiliante e falso paragone con Nader, illudere sull’incollatura e ora trovarsi la destra otto-nove punti avanti. Si può essere bravi a comunicare, ma se si sbaglia nell’analisi politica il comportamento per quanto ben impostato dal punto di vista comunicativo risulta sterile. E sterile oggi è la politica dei democratici italiani. Grande la responsabilità politica che recano di un esito elettorale che consegna il governo alla destra. La loro corsa si è arrestata nel peggiore dei modi. Non meno di noi dovranno porsi domande profonde

IN BOCCA AL LUPO!

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a tutti!

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