Gruppo “Ambiente, economia e lavoro”
Ambiente economia lavoro, dai gruppi di lavoro 13 commenti »Il gruppo Ambiente, Economia e Lavoro ha raccolto il contributo di varie persone, espressione sia dei nostri partiti che di associazioni, comitati, sindacati e semplici cittadini.
Quasi tutti gli interventi al workshop del 9 febbraio scorso hanno tirato un bilancio di questi cinque anni di governo regionale. Se in generale i giudizi sono stati sostanzialmente concordi nel sottolineare luci ed ombre, quando si è scesi ad analizzare le questioni che riguardano l’ambiente ed il territorio si è riscontrata una quasi unanimità di giudizi negativi, che diventavano preoccupati se l’attenzione si spostava sulle prospettive future, specificatamente grandi infrastrutture quali TAV/TAC, rigassificatori, autostrade.
Nel campo più specifico del lavoro si sono registrati vari interventi che auspicavano un modello di sviluppo attento alle esigenze del territorio e dei lavoratori, e non solo a quelle delle imprese e del profitto.
Si è convenuto di ritrovarsi per delineare meglio le linee programmatiche su questi temi. Questo lavoro avrà senso solo se la posizione de La Sinistra/L’Arcobaleno non sarà subalterna a quella del PD e di Illy, ma avrà pari dignità. Dignità che si difende anche avendo il coraggio di dire di no e se, necessario, andare da soli, come molti interventi ci invitavano a fare.
Spunti operativi:
1) Partecipazione, Agenda21, Trasparenza: nonsolomoda…
Garantire l’applicazione vera del metodo partecipativo è fondamentale per aggiornare ed adeguare agli obiettivi europei il Piano Energetico Regionale, il Piano Territoriale e l’applicazione della nuova Legge urbanistica, ma anche per gestire senza sprechi le risorse ambientali, territoriali, culturali e infrastrutturali esistenti nonchè per attivare politiche “euro-regionali” insieme ai nostri vicini.
2) Tutela e qualità dell’ambiente = sviluppo economia sostenibile, prevenzione calamità, creazione posti di lavoro “che hanno futuro”
Investire nella tutela e valorizzazione delle aree naturali promuovendo il turismo sostenibile (invece di puntare quasi esclusivamente sui poli Promotur) permette di combattere lo spopolamento e l’abbandono dei territori montani, nonché investire nella prevenzione favorendo la manutenzione del territorio permette di ridurre significativamente i costi dei danni prodotti dagli eventi calamitosi che saranno sempre più intensi a causa dei cambiamenti climatici. Non servono tante risorse economiche per nuove grandi opere (spesso devastanti oltre che inutili), ma un approccio ed una programmazione degli interventi integrati e la promozione, incentivazione della cura del territorio.
Inoltre bisogna legare gli incentivi alle imprese e all’innovazione per favorire la qualificazione ambientale e sociale delle stesse, ridurre la produzione di rifiuti pericolosi e gli sprechi di risorse (energia e acqua in particolare).
